Ma Draghi già alza l'asticella: superare quota mezzo milione

Il premier ottimista sui vaccini: "Unico modo per ripartire". A maggio si punta ad arrivare a 700mila unità al giorno

Ma Draghi già alza l'asticella: superare quota mezzo milione

Il target delle 500mila vaccinazioni al giorno è stato un passaggio decisivo. Psicologicamente, certo. Ma anche sotto il profilo della comunicazione. Perché ha mandato il messaggio di un Paese che si sta muovendo finalmente nella direzione giusta, provando a scrollarsi di dosso quell'eccessiva staticità che - tra approvvigionamenti e organizzazione delle somministrazioni - alla fine dello scorso anno aveva fatto partire in slow motion la campagna vaccinale.

A Palazzo Chigi sono ben consapevoli del ritardo accumulato negli ultimi mesi del 2020 ed è questa la ragione per cui Mario Draghi continua a premere sull'acceleratore, sostenuto dal generale Francesco Figliuolo, commissario per l'emergenza Covid-19, e da Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. Il premier è infatti convinto che un piano vaccinale a pieno regime sia l'unico modo per ripartire davvero e, finalmente, riavvicinarsi alla normalità. Lo stanno dimostrando gli Stati Uniti guidati da Joe Biden, ma pure il Regno Unito. È per questo che la quota 500mila dosi quotidiane viene considerata solo un punto di passaggio, con il governo che si è posto obiettivi ben più ambiziosi. L'idea, infatti, è di far lievitare le vaccinazioni giornaliere di almeno 200mila unità già nelle prossime settimane. Insomma, arrivare a un totale di 700mila dosi quotidiane entro maggio. E magari, è l'auspicio, anche oltre. Un traguardo che considerano alla portata sia il commissario all'emergenza che la Protezione civile e il ministero della Salute. Non è un caso che il sottosegretario Pierpaolo Sileri non abbia esitazione nel darsi un target di «600mila dosi al giorno» per maggio.

D'altra parte, che ci sia grande fiducia verso il piano vaccinale lo si coglie dai commenti entusiasti che hanno accompagnato il raggiungimento delle 500mila somministrazioni quotidiane annunciate ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Pure Giorgia Meloni, leader dell'unico partito che non sostiene il governo, ha infatti elogiato il lavoro di Figliuolo. Il generale degli Alpini, fortemente voluto da Draghi, «sta facendo - spiega la presidente di Fratelli d'Italia - un buon lavoro». E i ritardi accumulati nella campagna vaccinale, aggiunge, sono sostanzialmente «il più grande fallimento dell'Europa». Insomma, se persino l'unica opposizione si limita giusto a qualche distinguo sul piano vaccinale del governo, è più che scontato che dalla maggioranza piovano solo lodi. Secondo Matteo Salvini, «i numeri» delle vaccinazioni «parlano da soli». «Se i dati andranno avanti così», aggiunge il leader della Lega, entro maggio «si ritornerà alla vita senza limiti». Soddisfatto anche Antonio Tajani. «500mila dosi al giorno, era questo il cambio di passo che volevamo», dice il coordinatore nazionale di Forza Italia ringraziando Draghi e Figliuolo. D'accordo anche il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, che parla di «traguardo decisivo». L'esponente azzurro commenta poi la «costante accelerazione» della campagna vaccinale augurandosi di poter andare «avanti così» anche nelle prossime settimane. D'accordo pure Matteo Renzi, leader di una Italia viva sempre più in sintonia con il cosiddetto «centrodestra di governo». L'ex premier elogia infatti il lavoro di Figliuolo e Curcio, per poi parlare di vera e propria «svolta» sui vaccini. «Siamo a mezzo milione di dosi al giorno, finalmente. E meno male - aggiunge Renzi - che sono arrivate nuove persone a gestire l'emergenza».

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