Il duello con Bruxelles blocca i lavori del Senato

Tempi stretti: la manovra potrebbe arrivare direttamente in Aula saltando la Commissione

Il duello con Bruxelles blocca i lavori del Senato

Roma - I lavori sulla manovra ieri sono ancora proseguiti a rilento in commissione Bilancio al Senato. La seduta mattutina è stata molto breve e ha riguardato l'ammissibilità degli emendamenti segnalati dai gruppi. Nel pomeriggio la riunione è slittata di un'ora, dalle 17 alle 18, e si è conclusa verso le 19 dopo che il viceministro dell'Economia, Massimo Garavaglia (che ieri sera ha partecipato al vertice di maggioranza), ha ribadito la volontà di cercare un'intesa con le opposizioni.

Le trattative con la Commissione europea per evitare la procedura d'infrazione e la necessità di Lega e M5s di mettersi d'accordo al loro interno su pensioni, reddito di cittadinanza ed ecotassa hanno di fatto bloccato i lavori a Palazzo Madama. La commissione Bilancio si riunisce questa mattina alle 10, mentre altre sedute sono state già convocate alle 15 e alle 20. Il governo, ha specificato Garavaglia, dovrebbe riferire in commissione sull'esito delle trattative con Bruxelles. Al momento, perciò, è elevato il rischio che il testo passi direttamente in Aula domani senza voto del mandato al relatore in attesa del maxiemendamento del governo. Una soluzione alternativa potrebbe essere rappresentata dal rinvio a mercoledì della discussione in Aula, ma in tal caso l'ok definitivo al ddl Bilancio potrebbe arrivare dopo Natale.

«Abbiamo riscontrato una sostanziale convergenza su alcuni temi che la maggioranza e l'opposizione ritengono importanti e meritevoli per arrivare a soluzione condivisa», ha dichiarato il relatore Paolo Tosato (Lega) precisando che i capitoli sui quali s'è registrata maggiore sensibilità bipartisan sono le misure a sostegno degli enti locali e degli investimenti pubblici, gli interventi a favore di Genova e per i territori colpiti da eventi simici (eco bonus e sisma bonus), la sanità, la tassazione agevolata per i pensionati residenti all'estero e i fondi a favore degli orfani di femminicidio. Un altro argomento sul quale la maggioranza dovrebbe «convergere» potrebbe essere la mobilità alternativa, con possibili incentivi in arrivo per acquista bici o cargobike, anche elettriche.

Delle oltre 600 proposte considerate prioritarie dai gruppi parlamentari, ne dovrebbero restare circa 500. Ieri la scure dell'inammissibilità ha infatti colpito circa 180 emendamenti. È saltata la proposta M5s per far salire dal 40 al 50% la deducibilità dell'Imu sui capannoni. Niente da fare anche per la proroga delle graduatorie per la pubblica amministrazione ma è possibile che alcuni emendamenti siano ripescati. Inammissibile anche un emendamento del presidente della commissione Bilancio, il pentastellato Pesco, sulla modifica del regime Iva. Praticamente un unicum nella storia delle manovre. Ha avuto buon gioco il capogruppo di Fi Bernini nel chiosare: «Dal sovranismo il governo è passato alla cessione di sovranità».

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