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E l'ambasciata d'Iran recluta jihadisti anche in Italia: "Sacrificate la vita"

Nasce il portale per "candidarsi" a diventare "combattenti dell'islam"

E l'ambasciata d'Iran recluta jihadisti anche in Italia: "Sacrificate la vita"
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L'ultima operazione iraniana? Reclutare potenziali martiri in Italia. È quanto compare sul sito dell'ambasciata del Regime con sede a Roma, che pubblica una sorta di bando intitolato "Campagna per la vita sacrificata" o "Campagna del Sacrificio della Vita", a seconda del modo in cui viene tradotto. E, sotto l'annuncio, si legge che ciò serve a mostrare "la disponibilità del nobile popolo, legato a un Iran forte, a difendere le amate pianure della patria e a sostenere la madrepatria" e per questo "desideriamo informarvi che è stata predisposta la piattaforma di registrazione per i nostri cari compatrioti".

Scaricando poi il pdf che c'è in allegato, si legge: "Cari connazionali residenti in Italia, augurando sempre maggiore successo ai combattenti dell'Islam, e in considerazione delle numerose telefonate e richieste dei cari connazionali residenti all'estero per registrarsi alla campagna Jan Fada (che significa sacrificare la propria vita), simbolo della disponibilità del nobile popolo legato a un Iran forte a difendere l'amata patria e sostenere la madrepatria, si informa che è stata predisposta la possibilità di registrazione per i cari connazionali tramite il sistema Mikhak", scrive l'ambasciata dell'Iran allegando l'indirizzo per partecipare alla campagna nazionale.

Ma, da un punto di vista pratico, che segnale viene trasmesso alla popolazione iraniana e vicina al regime che risiede nel nostro Paese? A rispondere è il noto esperto di terrorismo Giovanni Giacalone, che spiega a Il Giornale come "ci troviamo di fronte a un fenomeno nuovo rispetto al passato, una vera e propria campagna dedita al martirio promossa dal regime tramite le proprie ambasciate ma anche dai media e i centri culturali di regime. Si invitano le persone ad arruolarsi come volontarie per la difesa della nazione, anche se è più consono dire del regime, contro Stati Uniti, Israele ed alleati" E lo definisce "un salto di livello che evidenzia una difficoltà estrema da parte del regime in quanto, trovandosi in forte difficoltà sul piano militare, ha bisogno di martiri disposti ad immolarsi in caso di un'ulteriore offensiva militare americana e israeliana. Non si può tra l'altro escludere che azioni volte al martirio possano avvenire anche in Europa con potenziali attentati. Trattasi di un regime che essendo all'angolo è disposto a qualsiasi cosa pur di sopravvivere e proprio per questo rappresenta un pericolo estremo". L'allerta, infatti, non è certo bassa, infatti le autorità stanno sorvegliando l'evolversi del reclutamento. Anche perché mesi fa con una modalità simile gli stessi soggetti hanno chiesto soldi, ed è una prospettiva inquietante dal punto di vista italiano, perché c'è il rischio che aderiscano anche cittadini italiani che spalleggiano la causa del regime contro Israele e gli Stati Uniti. Giacalone poi ribadisce la centralità delle sedi diplomatiche iraniane in Occidente e dei cosiddetti "centri culturali" sciiti "attivi in attività di propaganda. Nel novembre del 2025 se ne è parlato in Francia con un report presentato al Minstero degli Interni dal thinktank France 2050 dove è stato illustrato come la sede diplomatica iraniana a Parigi operi per conto dei servizi segreti e le IRGC".

E, infatti, questa campagna di reclutamento iraniana è stata lanciata il 29 marzo con un immediato consenso finalizzato, anche, a mostrare sostegno alla nuova Guida

Suprema, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, e alle forze armate iraniane. Nei movimenti jihadisti contemporanei, il concetto di sacrificio è spesso espresso attraverso meccanismi collaterali che richiamino sempre la "guerra Santa".

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