Torna il Giorno del Ricordo per ricordare le vittime delle foibe, dell'esodo di istriani, fiumani e dalmati e, come ogni anno, la sinistra dà il peggio di sé sfregiando la memoria degli italiani uccisi dai partigiani titini. Tra manifesti in cui si inneggia ai comunisti jugoslavi, eventi negazionisti, censure o tentativi di sminuire quanto accaduto nel confine orientale, la concomitanza del 10 febbraio con un periodo di alta tensione nel mondo antagonista per lo sgombero di Askatasuna e le Olimpiadi di Milano-Cortina, rende le posizioni ancor più radicali.
Ieri a Bologna, mentre i giovani di Azione universitaria, Azione studentesca e Gioventù Nazionale svolgevano la fiaccolata del ricordo, i collettivi di Cambiare Rotta e Osa hanno organizzato un evento intitolato Giù le mani dalla resistenza. Conoscere la storia, combattere il revisionismo fascista dal sapore negazionista in cui si afferma: "sappiamo benissimo che non esiste nessuno "sterminio di italiani"", e poi: "come ogni anno attorno al giorno del "ricordo" gli squadristi fascisti, così come quelli al Governo, si danno un gran da fare".
Mentre i collettivi a Bologna esprimevano i propri deliri, in Friuli Venezia Giulia è scomparsa la targa posta all'imbocco dell'abisso-foiba Plutone sulla quale erano riportati i nomi delle 21 persone che vi erano state infoibate, con la dicitura "vittime dell'odio titino nel maggio 1945". Come ha spiegato Renzo Codarin, presidente dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, si tratta di "un atto di estrema gravità".
A Cagliari invece nei giorni scorsi sono stati affissi nella città manifesti con la scritta "10 febbraio. Giorno del ricordo partigiano" e in aggiunta "onore ai partigiani jugoslavi" con l'immagine di una partigiana con il berretto con la stella rossa titina (nella foto). Un oltraggio alla memoria delle vittime delle foibe firmato nero su bianco dal gruppo Atzioni Antifascista de Casteddu, un collettivo antifascista noto in Sardegna per i suoi cortei con tanto di occupazioni e slogan violenti.
In questo contesto non possono poi mancare le conferenze che si svolgono in varie città dello storico Eric Gobetti, autore di E allora le foibe? e noto per le sue posizioni inaccettabili sul tema.
Molto grave anche quanto avvenuto al consiglio regionale della Toscana perché riguarda la sinistra istituzionale dove è stato censurato il direttore editoriale del Secolo d'Italia Italo Bocchino che sarebbe dovuto intervenire alle commemorazioni per il Giorno del Ricordo.
Dopo le pressioni dell'Anpi, il presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi in accordo con il presidente della regione Eugenio Giani hanno cancellato la presenza di Bocchino.A oltre ottant'anni dalla tragedia delle foibe una certa sinistra non ha ancora fatto i conti con il proprio passato.