"Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché". Sono parole sentite e dosate, non di circostanza, quelle che scrive dal letto d'ospedale la professoressa Chiara Mocchi dopo essere stata accoltellata da uno dei suoi alunni di terza media. I primi pensieri messi nero su bianco dalla docente - scampata alla morte grazie all'intervento tempestivo di colleghi, collaboratori scolastici e soccorsi - sono rivolti anche al suo aggressore e ai genitori. "Non lasciamoci vincere dal buio", dice poi la docente di francese ai suoi alunni: "Non fermatevi, non arrendetevi, studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio". Le condizioni della 57enne migliorano, dopo essere stata sottoposta ad un primo intervento chirurgico. Dopo la notte tra mercoledì e giovedì trascorsa senza complicazioni in terapia intensiva all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, è stata trasferita in reparto. Proprio da lì ha voluto inviare una lettera alla comunità, ai colleghi e agli alunni, al suo aggressore. E in fondo anche all'Italia intera. "Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili". Intanto anche ieri, come nel giorno dell'agguato, all'istituto "Leonardo da Vinci" di Trescore Balneario, sono arrivati gli psicologi per fornire supporto ai ragazzi. Le lezioni non sono mai state sospese. Una decisione simbolica forte da parte della dirigenza. "La scuola - spiega il sindaco Danny Benedetti - ha già messo in campo i propri consulenti per un supporto psicologico ad alunni e genitori della classe frequentata dal ragazzo. Come amministrazione comunale stiamo pensando di mettere, se necessario, a disposizione ulteriori risorse per interventi di équipe di psicologi".
Nell'istituto d'altronde c'è ancora sconcerto: ieri gli studenti hanno varcato il cancello delle scuole accompagnati dai genitori, dentro e fuori la scuola non si parla d'altro, ma ora si attende solo di poter fare visita alla professoressa Mocchi.