E le scuole spariscono dal quadro riaperture. Mattarella: "La chiusura è una ferita per tutti"

Palazzo Chigi corre ai ripari: "Allo studio anche un Piano per l'infanzia"

E le scuole spariscono dal quadro riaperture. Mattarella: "La chiusura è una ferita per tutti"

L'Italia tenta lentamente di ripartire ma c'è un ingranaggio del motore che non funziona.

La questione ruota attorno alla chiusura delle scuole. Il premier Giuseppe Conte annuncia che riapriranno a settembre ma per il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, è presto per dirlo rappresentando «un rischio significativo». Sta di fatto che il problema le famiglie ce l'hanno ora e nessuno lo ha risolto. La ripresa dell'attività lavorativa, infatti, per molti genitori equivarrà a non sapere a chi lasciare i figli. Ieri anche il Presidente, Sergio Mattarella, ha rivolto un pensiero agli studenti. «Siamo di fronte a un evento eccezionale - ha detto - che tocca la vita di più di otto milioni di ragazze e ragazzi italiani e di centinaia di milioni di studenti nel mondo. Qualcosa di incredibile, mai avvenuto prima, nella storia dell'istruzione. Un evento drammatico, che possiamo ben definire epocale. Le scuole chiuse sono una ferita per tutti. Ma, anzitutto per voi, ragazzi; per i vostri insegnanti; per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità». «La scuola - ricorda il Capo dello Stato - non è soltanto il luogo dell'apprendimento. È la vostra dimensione sociale fondamentale, nella quale, assieme al sapere e alla conoscenza, cresce e si sviluppa, anche nella relazione con gli altri, con i compagni, con i vostri insegnanti, la personalità di ognuno di voi. Cioè quel che sarete nella vostra vita futura. È stato così per ciascuno di noi. Me lo ricordo anch'io, dopo tanto tempo. Per tutti, gli anni della scuola restano un'esperienza decisiva: per quello che si apprende, per le amicizie che si fanno, tante dureranno per tutta la vita, per le persone che si incontrano, per quelli che riconosceremo, sempre, come i nostri maestri».

Il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ha promesso soluzioni rapide che consentano agli studenti di tornare in classe a settembre, ma a oggi l'unica certezza è che gli esami di maturità si faranno a scuola. «Oltre alle misure già approvate dal governo - ha detto ieri il premier Giuseppe Conte - stiamo valutando altre misure per sostenere le famiglie che hanno i figli in casa. Stiamo studiando un Piano per l'infanzia e cerchiamo di affrontare anche l'estate con delle misure specifiche». Il ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, ha prospettato l'utilizzo dei luoghi destinati alla scuola per promuovere, nei mesi estivi, attività in piccoli gruppi per piccoli. E ha fatto sapere che il suo ministero sta collaborando con sindaci, Terzo settore, associazioni di volontariato e ha messo sul piatto 35 milioni di euro.

«La scuola continua ad essere la grande assente del dibattito - sottolinea invece Michele de Pascale, presidente dell'Unione delle Province italiane -. Non si può pensare di demandare il tutto alle indicazioni sulla riapertura a settembre che verranno dal Miur. Chiediamo al ministro di convocare entro il 4 maggio un incontro con Regioni, Province e Comuni in cui affrontare le questioni di stretta attualità inerenti la gestione dei servizi scolastici, dalla materna alle superiori, nell'immediato».