Politica estera

Economia, Cina e Ucraina. Biden parla alla Nazione (e lancia la candidatura)

Discorso sullo Stato dell'Unione. Tra gli ospiti Bono e i genitori del nero ucciso dalla polizia

Economia, Cina e Ucraina. Biden parla alla Nazione (e lancia la candidatura)

Joe Biden getta le basi per la sua ricandidatura alla Casa Bianca tentando di infondere all'America un po' del suo ottimismo, e davanti alle Camere riunite per il suo discorso sullo Stato dell'Unione punta anche su temi divisivi, ma suscettibili di mobilitare l'elettorato democratico che non sembra convinto di vederlo alla guida del Paese per un secondo mandato. Con alle spalle lo speaker repubblicano Kevin McCarthy, simbolo di un Congresso spaccato, il presidente Usa punta sulle questioni interne, anche se ovviamente Ucraina e Cina sono in cima alle priorità in materia di politica estera. L'attenzione, tuttavia, è incentrata in particolare sull'economia, inclusa una delle questioni più delicate, l'innalzamento del tetto del debito, a cui i conservatori si oppongono. E poi c'è il tema della riforma della polizia, dopo le recenti rinnovate polemiche sull'uso eccessivo della forza soprattutto nei confronti di cittadini afroamericani.

E ancora l'intenzione di rilanciare la cooperazione bipartisan con un'agenda «incentrata su aree in cui i membri di entrambi i partiti possono unirsi e compiere ulteriori progressi per i cittadini: porre fine al cancro come lo conosciamo, adempiere al sacro obbligo verso i veterani, affrontare la crisi della salute mentale e battere l'epidemia di oppioidi e overdosi di droga». In generale, Biden si «rivolge direttamente al popolo americano parlando di come si possa lavorare insieme per costruire un'economia che funzioni per tutti, aumentare la competitività, tenere le persone al sicuro e unire il Paese». Anche perché quello di ieri sera era considerato un test molto importante per la sua ricandidatura nel 2024, in particolare dopo la bocciatura arrivata dagli ultimi sondaggi (e dopo la brutta notizia che il suo segretario al Lavoro, Marty Walsh, si appresta a lasciare l'amministrazione per andare a dirigere la NHL Players Association, il sindacato nazionale dei giocatori di hockey). Sul fronte della politica estera, centrali i temi dell'invasione russa in Ucraina e il dossier cinese dopo il pallone-spia abbattuto nel fine settimana.

Pure l'elenco degli ospiti seduti nel palco della first lady Jill Biden durante il discorso del presidente (26) riflettono le priorità dell'amministrazione. A partire dall'ambasciatrice ucraina a Washington, Oksana Markarova, la star degli U2 Bono, importante attivista per Hiv/Aids, Paul Pelosi, marito dell'ex speaker Nancy Pelosi, che si sta riprendendo dal violento attacco subito a ottobre, i genitori di Tyre Nichols, il 29enne afroamericano morto dopo essere stato picchiato a sangue dalla polizia a Memphis, l'eroe della sparatoria di Monterey Park Brandon Tsay, e la sopravvissuta all'Olocausto Ruth Cohen. Per quanto riguarda il Dragone, gli Usa hanno iniziato a recuperare «alcuni detriti» del pallone-spia abbattuto che si trovavano «sulla superficie del mare», come ha spiegato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby. L'Fbi sta già analizzando il materiale, portato nei laboratori dell'agenza a Quantico, in Virginia. E secondo fonti della Difesa il Pentagono ha avviato «una collaborazione» con l'Fbi e «autorità di controspionaggio» per classificare i detriti e «fare una valutazione». E alla Camera, dalla mozione promossa dai repubblicani per criticare Biden e la sua gestione, si starebbe passando ad un'iniziativa bipartisan che condanna l'azione di Pechino sui cieli americani. Secondo Politico sono stati diversi i repubblicani, compreso il presidente della commissione esteri Michael McCaul, a fare pressione sulla leadership del partito per una censura bipartisan delle tattiche di spionaggio cinesi. «Penso che la nostra più grande forza sia quando parliamo con una sola voce alla Cina», ha commentato da parte sua lo speaker McCarthy.

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