Comunali, tutti i risultati. M5S flop fuori dai grandi ballottaggi

A Genova e Catanzaro centrosinistra e centrodestra ai ballottaggi. A Parma avanti Pizzarotti. A Palermo Orlando verso la vittoria al primo turno

Comunali, tutti i risultati. M5S flop fuori dai grandi ballottaggi

Le comunali ridisegnano politicamente l'Italia. Nelle sfide principali sono il centrodestra e il centrosinistra a passare il turno e a darsi appuntamento ai ballottaggi che si terranno tra due settimane. Il Movimento 5 Stelle, fiaccato dalle divisioni interne, delude da Genova a palermo non riuscendo superare il test politico delle amministrative. Un test che, in vista delle prossime elezioni politiche, la dice lunga sui futuri assetti politici. Perché l'obiettivo di mettere i Cinque stelle in un angolo è stato raggiunto. "Il centrodestra è vivo, siamo l'unica alternativa al Pd", è il commento pressochè unanime dei big del centrodestra.

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Nel 2012 il Movimento 5 Stelle aveva conquistato un solo capoluogo di provincia: Parma con Federico Pizzarotti. Il centrosinistra deve invece "difendere" i sindaci di 17 capoluoghi: Palermo, Genova, Taranto, Monza, Piacenza, La Spezia, Alessandria, Pistoia, Lucca, Como, Asti, L'Aquila, Carrara, Rieti, Lodi, Belluno e Oristano. Nelle precedenti comunali il centrodestra aveva conquistato sette sindaci: Verona, Padova, Lecce, Catanzaro, Trapani, Frosinone e Gorizia. Al secondo turno i dem contano di arrivare a un pareggio con il centrodestra vincendo in undici comuni su ventudue. E sarà tra primo e secondo turno, viene spiegato da fonti parlamentari dem, che Matteo Renzi si "affaccerà" in campagna elettorale con iniziative pubbliche sul territorio per far vincere i "suoi" candidati. Il segretario del Partito Democratico ripete che "non si tratta di un test politico" perché, è il suo ragionamento, in occasione del voto amministrativo contano le persone prima ancora dei simboli. Nonostante questo, il vertice del Pd è consapevole che una buona affermazione alle amministrative, dopo il non esaltante risultato del 2016, potrebbe rappresentare il volano per le prossime politiche, anche in caso di voto nel 2018. Non a caso tra i primi "big" a commentare c'è proprio Matteo Renzi, che non perde occasione per attaccare i Cinque Stelle: "Perde perché non decide. E non sa governare", ha ribadito ai suoi il segretario dem sottolineando che da debacle è la dimostrazione che il consenso dei grillini non si traduce in voti sul territorio e che è per questo che il M5S ha fatto saltare il tavolo della legge elettorale, con quel sistema tedesco che avrebbe favorito i partiti con forte radicamento sul territorio.

Tra le città nelle quali si sceglie il primo cittadino c'è Parma. Si tratta del primo comune conquistato dai Cinque Stelle nel 2012, guidato da Federico Pizzarotti poi fuoriuscito eccellente dal Movimento per i contrasti con Beppe Grillo. Ora Pizzarotti, da indipendente e forte dei risultati ottenuti in questi anni da sindaco, si attesta al 35%. Paolo Scarpa (centrosinistra) è poco sopra il 32%, Laura Cavandoli (centrodestra) al 19% e il grillino Daniele Ghirarduzzi 3%. A Genova, città simbolo per Beppe Grillo, non va meglio ai Cinque Stelle. La lotta fratricida tra Cassimatis e Pirondini favorisce Pd e Forza Italia. Il candidato di centrodestra Marco Bucci col 38,3% distanzia Giovanni Crivello (centrosinistra) che si ferma al 33,5%. E poi c'è la Sicilia, isola dove i Cinque Stelle registrano il record dei Comuni da loro amministrati. A Palermo il sindaco uscente Leoluca Orlando vince al primo turno col 42%. Il candidato di centrodestra, Fabrizio Ferrandelli, si ferma al 35%. Anche nel capoluogo siciliano, i Cinque Stelle si presentano divisi tra quelli vicini all'ex M5S, Riccardo Nuti, e il candidato pentastellato Ugo Forello.

A Verona il centrodestra ha rotto con l'uscente Flvio Tosi che appoggia la candidatura di Patrizia Bisinella. La senatrice del gruppo Fare, nonché compagna dell'ex sindaco, riesce ad andare ai ballottaggi con il 23,6%. È, però, il candidato del centrodestra Federico Sboarina a fare meglio di tutti portando a casa il 29,3% mentre la candidata del centrosinistra Orietta Salemi non è andata oltre il 22,4%. A Padova il leghista Massimo Bitonci, sfiduciato nell'autunno scorso dalla sua stessa maggioranza e ora appoggiato dal centrodestra unito, passa il primo turno con il 40,2%. A Catanzaro il centrodestra punta sull'uscente Sergio Abramo che si attesta al 40% mentre il candidato di centrosinistra Antonio Ciconte si ferma al 30%. Centrodestra in testa anche a Taranto, dove Stefania Baldassarri avrebbe conquistato il 23% dei voti e si prepara a sfidare al ballottaggio uno tra Rinaldo Melucci (centrosinistra), che è al 16% e Mario Cito (Lega d'Azione meridionale), fermo al 13%. Alla Spezia in netto vantaggio Pierluigi Peracchini (centrodestra) davanti a Paolo Manfredini (centrosinistra). L'Aquila, infine, sembra riconfermare il centrosinistra, con Americo Di Benedetto (48%), mentre il candidato di centrodestra Pierluigi Biondi si ferma al 36%.

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