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Elly tutta tasse e ambiente liquida gli ultimi riformisti

Renziana e poi dalemiana, vuole la patrimoniale. Paladina dell'accoglienza, punta tutto sui diritti

Elly tutta tasse e ambiente liquida gli ultimi riformisti

I democratici virano sull'estrema sinistra e consegnano le chiavi del Partito ad Elly Schlein. Le primarie consacrano la leader dell'ala radicale e bocciano Stefano Bonaccini. La vittoria dell'ex vicepresidente della Regione Emilia Romagna liquida tutti i residui riformisti e avvicina il Pd alla svolta grillina. La Ditta festeggia. Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema sono pronti a rientrare in pista. Ancora una volta Dario Franceschini punta sul cavallo vincente. Il successo di Schlein apre la strada a un ritorno del Pd al vecchio modello dei Ds. Ambientalismo spinto e statalismo sono i due pilastri su cui si poggia la ricetta per rilanciare la sinistra italiana.

Il programma della neosegretaria del Pd è un manifesto del comunismo cubano: patrimoniale, immigrazione libera e stop alla scuola merito. Come nella miglior tradizione dell'estrema sinistra. La parabola di Schlein è emblematica: nata renziana si consacra dalemiana. L'antipasto di ciò che sarà il Pd del futuro lo si evince della mozione «Parte da Noi» a sostegno di Schlein. Il Fisco targato Elly è il pezzo forte: via la flat tax, definita «veleno» dalla stessa segretaria. Schlein promette una tassa su grandi patrimoni e un allineamento delle imposte sulle donazioni. Rispolvera il grande Fratello fiscale, di prodiana memoria. Annunciando un rafforzamento delle agenzie fiscali. Tasse e controlli: un binomio micidiale per imprese e commercianti. Per la scuola il cavallo di battaglia è l'introduzione dell'obbligo scolastico fino al 18esimo anno di vita. Ma nel suo programma Elly Schlein dichiara guerra al merito. Un po' di nostalgia sessantottina non guasta mai. Sul tema dell'aborto la proposta è del nuovo leader del Pd è dirompente: la revisione della legge 194. In che modo? Impedendo ai medici di essere obiettori di coscienza. Scrive Schlein nel suo programma «dobbiamo garantire una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture». E poi la gratuità della pillola Ru486 in tutti i consultori. Quella sui diritti civili sarà la battaglia madre. Nessun più limite al matrimonio on il pieno riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali. Ma anche rendere più semplici e accessibili i percorsi di transizione superando la legge 164 del 1982 e introdurre le carriere alias. Le scuole dovranno essere laboratori gender e di educazione sessuale. L'immigrazione è il tema del momento dopo la tragedia di Crotone. La segretaria del Pd ha la sua ricetta. Si parte dall'introduzione dello Ius soli. Ma anche abolizione della Bossi-Fini e accoglienza diffusa. E dunque l'obiettivo è quello di aprire i porti italiani a tutti. Trafficanti compresi. Gli ultimi due punti, non per importanza, sono la legalizzazione delle droghe leggere e la legge sul fine vita. Secondo Schlein «la regolamentazione legale della cannabis è l'unico strumento efficace di controllo sociale della sostanza. Toglie la sostanza più usata dal mercato criminale e il 40% degli introiti alle narcomafie». Non importa che magistrati e forze dell'ordine non la pensino allo stesso modo. Sul fine vita la posizione non così radicale. Il succo è l'approvazione di una legge sul fine vita, per garantire il diritto delle persone affette da malattie o condizioni cliniche irreversibili che provochino sofferenze insopportabili di richiedere assistenza medica per porre fine volontariamente e autonomamente alla propria vita, nel rispetto dei princìpi della Costituzione, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. La sinistra italiana ha trovato il «suo» Lula.

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