Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, a tutto campo sulla proliferazione degli islamisti in politica.
Il partito islamico si organizza. Il caso Venezia è solo l'ultimo dei tanti.
"È una strategia, ed è quella dell'islam politico, che vuole la Sharia al posto della Costituzione e che si attua proprio quando la religione diventa politica e governo. Per farlo, occorre entrare nelle istituzioni, contaminarle e coltivare gradualmente il germe del fondamentalismo".
Molti consiglieri di fede musulmana si stanno facendo eleggere nel Pd.
"Il Pd, da democratico, potrebbe tranquillamente cambiare nome in Teocratico. Da tempo fa da cavallo di Troia, per far entrare l'islamismo nelle istituzioni e nei Comuni. A Monfalcone oggi il Pd conta un consigliere islamico che si occupa degli interessi dei bengalesi e dell'islam. Quello stesso Pd veneziano che per raggranellare voti ci svende a quegli islamici che non appena avranno i numeri faranno un loro partito e lo scaricheranno. Perché il vero obiettivo che hanno è la sovversione del nostro sistema".
Quali iniziative ha proposto di recente in Ue sui volantini con l'invocazione ad Allah come quelli delle Comunali di Venezia?
"Ho chiesto all'Ue un'azione forte nei confronti di chi ha deciso di svendere il nostro Paese, anche alla luce del noto report dell'intelligence francese sull'inserimento della Fratellanza Musulmana nelle nostre istituzioni. Le organizzazioni partitiche basate sulle leggi del Corano sono incompatibili con il nostro sistema democratico e a dirlo è anche la Corte europea dei diritti dell'Uomo".
Lei ha spesso posto un tema legato alla mancata trasparenza dei fondi.
"Certo, e come Lega abbiamo anche presentato una proposta di legge per porre fine alla creazione di succursali d'odio nel nostro Paese, camuffate da centri culturali e telecomandate da Paesi esteri radicalizzati, in virtù del profondo collegamento, anche economico, fra comunità islamiche presenti in Italia e organizzazioni come i Fratelli Musulmani, a tal proposito chiediamo nuovamente all'Ucoii perché non c'è traccia dei suoi bilanci".
Torniamo al partito islamico. Lei ci vede una regia. Di chi?
"Il reclutamento e l'indottrinamento passano soprattutto dagli imam nelle moschee, nelle scuole coraniche e dai social.
Il ruolo centrale è svolto dagli imam, maestri nel lavaggio del cervello, che hanno come loro punto di riferimento non le istituzioni e leggi italiane, ma i veri finanziatori di questa campagna di conquista, che è la sovversione del sistema democratico".