Epidemia record di listeriosi in Spagna. Il batterio fa un morto: è allarme mondiale

Timore fra i turisti per verdure e carne contaminate: vendite giù del 40%

Madrid È allarme in Spagna per la più estesa epidemia di listeriosi registrata e che non sembra fermarsi. Mercoledì un uomo è morto nella regione della Cantabria a causa del batterio. E sta aumentando il timore tra i turisti. A oggi i casi individuati sono 175.

L'infezione da listeria è una tossinfezione alimentare causata dal batterio Listeria monocytogenes, che comunemente vive nel terreno e nell'acqua. In caso di elevate concentrazioni del batterio, non solo ortaggi e verdure sono contaminati, ma anche il cibo che nutre i capi da allevamento. Molti animali da pascolo possono essere infettati dalla listeria, senza mostrare sintomi apparenti, e poi trasmettere all'uomo l'infezione col consumo delle loro carni, come è avvenuto in Andalusia, sede del maggior focolaio dell'epidemia e dei più grandi allevamenti intensivi di bovini in Spagna.

Il batterio colpisce l'apparato digerente e contamina anche il sistema nervoso, provocando febbre, vertigini, paralisi e perdita dell'equilibrio. Nei casi più gravi, può portare alla morte. A differenza del virus della «mucca pazza», la listeria può essere curata in tempo con un'intensa profilassi antibiotica.

Il numero di persone colpite in Andalusia è aumentato a 161, con 29 nuovi casi rispetto ai dati comunicati lunedì. Nella comunità della Castilla y León sono stati confermati altri due casi, uno a Salamanca, legato a una derrata di carne andalusa, e un altro a Segovia. Giovedì il ministro della Salute spagnolo e medico José Miguel Cisneros, ha confermato i 175 casi, altri 500 potrebbero essere correlati e aumentare il totale nel Paese.

Anche il numero di pazienti ricoverati in Andalusia è aumentato, da 53 a 82 negli ultimi sei giorni, soprattutto nella provincia di Siviglia che continua a registrare il maggior numero di persone infette nell'intera Andalusia. Tra i colpiti ci sono 28 donne in gravidanza e tre pazienti ricoverati in terapia intensiva. Il ministro Cisneros ha insistito sul fatto che «l'epidemia è ancora in una fase iniziale e bisogna essere cauti perché è importante l'evoluzione ha detto il capo del dicastero della Salute - per capire se l'epidemia diminuirà». In Andalusia tutti i casi diagnosticati, secondo il ministero, dipendono dal consumo di carne prodotta dall'azienda di famiglia Magrudis i cui prodotti sono stati già tutti ritirati dalla vendita. Le autorità stanno verificando come e quando è avvenuta la contaminazione del prodotto, lavoro che richiederà molto tempo. Intanto in Spagna le vendite di carne rossa sono diminuite del 40%, ma potrebbero scendere del 60% entro la fine del mese.

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