Lady Pompei va a processo per l'affaire Sangiuliano. Perché il castello di accuse costruito dalla Procura di Roma nei confronti di Maria Rosaria Boccia è così pesante che ieri al gup Gabriele Fiorentino è bastata meno di un'ora per decidere di rinviare a giudizio l'imprenditrice, accusata di stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata ai danni dell'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La Boccia dovrà inoltre rispondere di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum, in relazione all'organizzazione di alcuni eventi. Il processo per la pompeiana, diventata l'idolo della sinistra per quelle che oggi vengono considerate dai magistrati condotte illecite ma che allora furono spacciate dall'opposizione come gesti eroici per combattere il governo Meloni, inizierà a Roma il prossimo 6 ottobre. E nel procedimento, oltre a Sangiuliano, sono parti civili la moglie dell'ex ministro, Federica Corsini, e l'allora capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli. "Lo sconcerto è tanto, ma anche la consapevolezza di dimostrare l'innocenza in sede dibattimentale", ha detto l'imputata uscendo dall'udienza.
"Per me è stato un anno di profonda sofferenza, ho subito un'onda di violenza inaudita. Ho sempre avuto la massima fiducia nell'azione della magistratura e sono sicuro che la verità trionferà", ha commentato l'ex ministro. "Finalmente si sta capendo chi era la vittima e chi il carnefice. Chi ha onestà intellettuale rifletta sulle cose dette", ha aggiunto. "Questa è una prima verità giudiziaria, netta e chiara", hanno sottolineato gli avvocati di Sangiuliano e della moglie, Silverio Sica e Giuseppe Pepe. Mentre i legali di Boccia, Francesco Di Deco e Saverio Sapia, ancora non comprendono "come sia possibile la configurazione dello stalking con la potestà che aveva Sangiuliano di interrompere quando voleva questo rapporto".
Eppure negli atti dell'inchiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e del pm Giulia Guccione, lo stalking che avrebbe portato l'ex ministro sull'orlo del suicidio è così ampiamente configurato che i pm lo delineano in ben trentatré episodi illeciti. La Boccia, infatti, "con condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo della vita privata, professionale e istituzionale rivolte verso Sangiuliano", si legge, "causava un perdurante e grave stato di ansia e paura che si estrinsecava in un forte stress, un notevole dimagrimento, pensieri suicidi, in modo tale da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita, compromettendone la figura pubblica, inducendolo a rassegnare le dimissioni dalla carica istituzionale, ad evitare i luoghi abitualmente frequentati, limitare le uscite private e pubbliche o le partecipazioni a convegni o viaggi istituzionali e privati".
Tra gli episodi più gravi, di cui Lady Pompei dovrà rispondere davanti al giudice, l'aggressione a Sanremo del 16 luglio 2024, quando, dopo essersi fatta promettere da Sangiuliano che avrebbe tolto la fede nuziale del matrimonio con la Corsini, "lo bloccava per motivi di gelosia nella di lei stanza d'albergo impedendogli di uscire, lo aggrediva graffiandolo sulla fronte", si legge in riferimento all'accusa di lesioni personali per la profonda ferita di 9,5 centimetri inferta all'allora ministro. A quel punto "lo costringeva a defecare con la porta aperta e davanti a lei". Il 3 agosto 2024, invece, è il giorno dell'annunciazione. I magistrati ricostruiscono come Boccia, in quella data, avesse informato Sangiuliano di una gravidanza garantendogli che fosse lui il padre.
Il 9 agosto, poi, il titolare della Cultura aveva dovuto "tenere aperta telefonicamente la conversazione con lei mentre lui confessava alla moglie il tradimento". È il litigio che l'imprenditrice ha registrato e che Report ha mandato in onda.