Le maglie dello scandalo Epstein si allargano, mentre il primo ministro britannico Keir Starmer annuncia che "non si tirerà mai indietro dal mandato che gli è stato affidato" nonostante il caso minacci la sua leadership. Dagli Stati Uniti all'Europa la vicenda non smette di arricchirsi di nuovi nomi e circostanze, compreso il "grazie" di Donald Trump alla polizia di Palm Beach dopo l'arresto del miliardario americano e la constatazione del presidente: "Tutti sapevano cosa faceva".
Tra i sei nomi probabilmente implicati nel caso e oscurati dal Dipartimento di Giustizia, secondo le ultime rivelazioni, ci sono Leslie Wexner, ex numero uno di Victoria Secret, a cui Epstein pagò 100 milioni di dollari, e l'uomo d'affari degli Emirati, il sultano Ahmed bin Sulayem, a cui il miliardario americano scriveva in un'email: "Mi è piaciuto il video delle torture". Tra gli altri nomi ci sono anche quelli di Nicola Caputo, Salvatore Nuara, Zurab Mikeladze e Leonic Leonov. "Se in due ore abbiamo scoperto sei uomini nascosti, immaginate quanti se ne nascondono in quei tre milioni di file. Perché stiamo proteggendo questi uomini ricchi e potenti? Persone che io definisco appartenenti alla classe Epstein", afferma il deputato dem Ro Khanna, che ha avuto accesso ai documenti non censurati.
Anche per questo, ad autodenunciarsi ieri è stato il segretario al Commercio Howard Lutnick (in foto), che ha ammesso di essere stato nel 2012 nella famigerata isola di proprietà di Jeffrey Epstein con moglie e figli, in contrasto con quello che aveva detto in passato ai senatori, cioè di aver tagliato ogni contatto con il finanziere pedofilo nel 2005. Negli Stati Uniti i democratici hanno presentato, insieme ad alcune sopravvissute ai crimini del finanziere pedofilo, una proposta di legge per eliminare i termini di prescrizione nei casi di traffico sessuale. Il provvedimento - denominato Virginia's Law - porta il nome di Virginia Giuffre, tra le principali accusatrici di Epstein, morta suicida lo scorso aprile. La misura è stata presentata dal leader della minoranza al Senato Chuck Schumer insieme alla deputata Teresa Leger Fernandez.
Se
dalla Russia insistono a spiegare che Epstein non fosse una loro spia, a Oslo, intanto, il Parlamento norvegese ha approvato la creazione di una commissione d'inchiesta indipendente sulle relazioni con esponenti del Paese.