Cronaca giudiziaria

Eredità Agnelli senza pace. Indagato John Elkann

Sequestri a casa Ferrero. La procura apre fascicolo sulle fiduciarie di famiglia. L'esposto presentato da Margherita

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Eredità Agnelli ancora senza pace. Un nuovo capitolo della ventennale storia giudiziaria che vede contrapposti Margherita Agnelli, figlia di Gianni, e i figli avuti dal primo marito Alain Elkann e cioè John, Lapo e Ginevra, ha preso corpo ieri con un sequestro nell'ambito di un nuovo fascicolo d'indagine con l'ipotesi di evasione fiscale, nello studio del commercialista e presidente della Juventus Gianluca Ferrero. E vede indagati, oltre allo stesso Ferrero, anche il presidente di Stellantis e figlio di Margherita, John Elkann e il notaio svizzero Robert Von Gruenigen. La figlia dell'Avvocato, dopo la sua morte avvenuta ormai nel lontano 2003, negli anni ha promosso diverse azioni legali e denunce contro i suoi figli, convinta dell'esistenza di conti esteri in paradisi fiscali sui cui transita ancora l'eredità di Gianni. Anche l'ultima indagine torinese è recente, ed è appunto nata dall'impulso di Margherita, che, con una nuova denuncia, ha quindi portato all'apertura di un fascicolo con tre indagati.

A dare mandato di indagare sulle presunte irregolarità di carattere fiscale agli agenti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria delle Fiamme Gialle guidate dal comandante Alessandro Langella, è stata la procura di Torino guidata da Enrica Gabetta, con il coordinamento dell'aggiunto a capo del pool sui reati economici Marco Gianoglio.

L'attività dei finanzieri, andata avanti per diverse ore durante la giornata di ieri, ha avuto come esito il sequestro di una consistente mole di documenti appunto negli uffici del professionista.

Gianluca Ferrero non è solo l'uomo che Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla la Juventus, ha indicato come presidente del club bianconero. È soprattutto un professionista vicinissimo alla famiglia Agnelli da sempre. Succeduto al padre Cesare commercialista stimatissimo dall'Avvocato di cui aveva la massima fiducia - è riuscito a costruirsi nel tempo una solidissima reputazione a Torino, sia per via della sua professionalità, che per la grande e sempre apprezzata discrezione sabauda.

L'inchiesta torinese nasce come indagine indipendente e non come una costola precisano fonti autorevoli di quella milanese sui quadri della famiglia Agnelli. Inchiesta coordinata dal pm Cristian Barilli e dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco, con al centro una collezione di tredici opere d'arte di valore inestimabile tra gli artisti Monet, Picasso, Balla, De Chirico, Balthus e altri - di cui Margherita ha denunciato a più riprese la scomparsa.

Opere al centro di una lunga contesa con i figli che arredavano Villa Frescot, la residenza sui colli torinesi dove ha vissuto l'Avvocato, Villar Perosa, la più amata degli Agnelli, costruita dall'architetto Filippo Juvarra, oltre a una residenza romana. Solo pochi mesi fa la gip di Milano Lidia Castellucci, che pure ha archiviato un gallerista svizzero e un suo collaboratore, ha ordinato nuove indagini alla procura di Milano (sempre a seguito dell'opposizione all'archiviazione di Margherita) che quindi ha aperto un nuovo fascicolo a modello 44, con l'ipotesi di ricettazione, ancora a carico di ignoti. Di recente la Gdf milanese ha compiuto alcune attività su delega dei pm, come peraltro indicato dalla stessa gip. E cioè, in primis, riascoltare le due governanti della moglie di Gianni Agnelli, Marella Agnelli Caracciolo, nonché consultare le banche dati del Sistema Uffici Esportazione del Ministero della Cultura per verificare i movimenti delle nuove opere.

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