Esibizione di potere. Ma il "Re Sole" è solo

Emmanuel Macron ha rispolverato "lo Stato sono io" e ha aggirato il Parlamento.

Esibizione di potere. Ma il "Re Sole" è solo

A Parigi circola sempre il profumo di Luigi XIV. Emmanuel Macron ha rispolverato «lo Stato sono io» (attribuita al re di Francia e alla sua monarchia assoluta) e ha aggirato il Parlamento, applicando l'articolo 49 punto 3 della Costituzione, passa la riforma delle pensioni, contestata dalle manifestazioni di piazza e criticata da gran parte dell'Assemblea Nazionale. La maggioranza governativa del presidente è fragile, quell'articolo è tornato quasi obbligatoriamente sulla scena politica, scatenando puntualmente la reazione dell'opposizione ma, al tempo stesso, creando criticità, anche in seno alle forze di governo, l'Assemblea Nazionale si sente e si vede superata a destra e a sinistra, Macron avendo capito di andare incontro a lungo dibattito e probabile crisi, ha scelto di sottrarsi al voto e ha puntato sulla soluzione più veloce, già dieci volte utilizzata in questa legislatura dal primo ministro Elisabeth Borne. Nella storia repubblicana dal 1958 sono stati 99 gli interventi diretti, l'ex primo ministro Michel Bocard è in testa ad una singolare classifica avendo utilizzato 28 volte quell'articolo, ma dal 2008 si è ristretto il campo di azione limitandolo soltanto ai contenziosi finanziari di legge. La riforma delle pensioni sta infiammando la Francia, sollecitata dal suo storico spirito rivoluzionario.

Una soluzione legislativa inimmaginabile nel nostro sistema politico, là dove la sovranità parlamentare è indiscutibile e una decisione come quella adottata da Macron verrebbe interpretata come atto dittatoriale mentre è nelle facoltà del presidente della Repubblica non firmare leggi o atti amministrativi che contrastino palesemente con la Costituzione, rinviando il testo alle Camere ma la costituzione francese prevede un percorso diretto, la «liberté» del primo ministro che nelle prossime 48 ore dovrà però temere la sfiducia, le opposizioni dovranno raccogliere 289 voti per arrivare alla sfiducia e a far saltare il governo, per la prima volta nella sua storia. Le strade di Francia sono in tumulto, sono state proclamate nuove giornate di sciopero. Macron non è il Re Sole, da ieri è un presidente solo.

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