Esperienza, tradizione (e Giuliani) per la sua squadra

L'ex sindaco di New York sarà un «presidente ombra». Un banchiere al Tesoro, un afroamericano alla Sanità

Matteo Basile

Il primo discorso non è stato né da incendiario né da gaffeur. Ma da politico navigato. Quale sarà il segno della presidenza Trump e se sarà in grado di smentire molte delle boutade della sua campagna elettorale per proiettarsi in una dimensione istituzionale e più adatta dal suo ruolo, lo dirà il tempo. Ed i collaboratori di cui si circonderà.

Perché uno come «The Donald» il colpo di teatro c'è l'ha nel dna, non è facile da imbrigliare ed è un decisionista. Ma è anche vero che di politica e di funzionamento della cosa pubblica non ha alcuna esperienza e dovrà essere aiutato. Lo sa anche lui e la sua squadra sarà quindi fondamentale. Non potrà prescindere da un Deus ex machina come Rudolph Giuliani. L'ex sindaco di New York si è da subito schierato con Trump e potrebbe essere una sorta di presidente ombra. Carismatico, esperto, con ottimi rapporti istituzionali anche extra americani, Giuliani può rappresentare anche un ponte tra il neo presidente e il partito repubblicano con cui Donald ha rotto a più riprese. Per lui si prepara un ruolo ufficiale da procuratore generale o da segretario di Stato, ma le sue influenze saranno anche superiori alla pur prestigiosa poltrona che occuperà. Importante anche il ruolo del vice Mike Pence: pacato, discreto, credibile. La perfetta antitesi di Donald capace di bilanciare la sua esuberanza.

Per il ruolo di segretario di stato è forte anche la candidatura di Newton «Newt» Gingrich, uno degli uomini forti del Grand Old Party, attuale presidente della Camera dei rappresentanti e già parte attiva nelle precedenti amministrazioni repubblicane. Un altro nome tra i più probabili è quello dell'ex generale Michael Flynn, principale candidato per il ruolo di segretario alla Difesa, anche se per lui servirebbe una deroga del congresso in quanto in pensione dall'esercito da meno di sette anni. Il segretario al Tesoro potrebbe essere Steve Mnuchin, banchiere ed ex uomo forte di Goldman Sachs. Lewis Eisenberg, finanziere già vicino alla famiglia Bush, è invece in pole position come segretario al commercio. Alla sicurezza Trump vorrebbe uno sceriffo come David Clarke, afroamericano e ultra conservatore. Un altro afroamericano come Ben Carson, il medico e outsider della delle primarie potrebbe guidare la Sanità. Due le donne in lista: per gli Interni Sarah Palin, ex candidata vicepresidente ed ultra conservatrice. Al lavoro Victoria Lipnic, già vice segretario del dipartimento per 7 anni.

Scelte che se confermate diranno tanto del quadriennio Trump. Il candidato incendiario potrebbe davvero diventare il presidente pompiere.

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