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Estate nera in vista, voli a rischio. "Possibili anche scenari peggiori"

L'allarme del commissario europeo dell'Energia. Il 9 aprile arriva l'ultima nave con il cherosene. E le compagnie aeree già annunciano ritocchi ai prezzi dei biglietti

Estate nera in vista, voli a rischio. "Possibili anche scenari peggiori"
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Razionamenti , nuove abitudini e limitazioni agli spostamenti. La guerra Usa-Iran rischia di lasciarci a piedi. E nel mirino sono gli spostamenti in auto, ma anche e soprattutto i voli aerei che - in vista delle prossime vacanze - potrebbero essere annullati e limitati e diventare carissimi.

È l'onda lunga del conflitto del Golfo in un'economia globale e interconnessa che è prossima al blocco di materie prime essenziali come il cherosene: al porto di Rotterdam, in Olanda, nel tardo pomeriggio del 9 aprile, arriverà infatti l'ultima nave piena di carburante per aerei. Partita il 26 febbraio da Mina Al Ahmadi (Kuwait) con destinazione iniziale Malta, secondo Marine Traffic, ha fatto giusto in tempo ad attraversare lo Stretto di Hormuz prima del blocco da parte dell'Iran. Dopo di essa, dal Medio Oriente non arriverà più alcuna goccia di jet fuel per i vettori europei.

Di fatto l'Ue si sta quindi preparando a uno shock energetico "duraturo" e sta valutando "tutte le possibilità", comprese misure di razionamento dei carburanti e un nuovo rilascio di petrolio dalle riserve strategiche. A dichiararlo al Financial Times è il commissario europeo all'Energia, Dan Jorgensen, secondo cui "i prezzi dell'energia saranno più alti per moltissimo tempo". Il commissario ha spiegato che il blocco comunitario non si trova "ancora" in una crisi di sicurezza degli approvvigionamenti, ma sta preparando piani per affrontare gli effetti "strutturali e duraturi" del conflitto. Jorgensen ha aggiunto che la Commissione sta valutando anche "gli scenari peggiori", pur non essendo ancora arrivata al punto di dover imporre il razionamento di prodotti critici come il carburante per l'aviazione e il gasolio: "Meglio essere preparati che dovercene pentire".

Al momento esiste anche un problema regolatorio, Ue e Usa hanno infatti regole diverse per il carburante per aerei (nell'Ue ha un punto di congelamento di -47 °C mentre negli Stati Uniti è di -40 °C), dunque per importarlo dagli Stati Uniti bisognerebbe cambiarle. Motivo per cui Jorgensen non ha escluso interventi nomativi in tal senso.

In questo contesto Federconsumatori ha lanciato l'allarme per i voli turistici. "Se la situazione attuale dovesse protrarsi oltre la fine di aprile le conseguenze potrebbero abbattersi, in maniera pesante, in termini di cancellazione di voli e di aumenti dei biglietti. Una prospettiva che, seppur realistica, non vorremmo sia utilizzata come scusa per nuovi aumenti.

Ma che dalle compagnie aeree non sono giunti messaggi rassicuranti. "Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Se la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei", ha detto Ryanair in una nota. "Con i prezzi del carburante addoppiati nel mese di marzo, prevediamo che tutte le compagnie aeree trasferiranno questi costi più elevati sotto forma di tariffe aeree più alte dopo Pasqua e nel corso dell'estate. Invitiamo tutti i passeggeri a prenotare i propri voli (e le vacanze) il prima possibile: in questo modo saranno protetti dagli inevitabili aumenti", aggiunge.

Dal canto suo, Lufthansa ha spiegato che esiste la possibilità che vengano cancellate rotte non redditizie e che avvenga il ritiro anticipato degli aeromobili più datati, nell'ottica di adattare capacità e costi a un contesto di mercato in rapido cambiamento". Il gruppo franco tedesco ritiene di essere "relativamente protetto dalle oscillazioni dei costi del carburante. Nonostante ciò, la compagnia avverte che "l'elevata volatilità del quadro geopolitico potrebbe tradursi in un ulteriore aumento dei prezzi dei biglietti nei prossimi mesi".

Intanto, anche nel continente australiano l'allerta sale.

Il ministro dell'Energia Chris Bowen ha esortato gli automobilisti che si concedono un lungo weekend per le vacanze di Pasqua a fare rifornimento nelle città, poiché la maggior parte della carenza di carburante nel Paese si registra nelle zone rurali. Nel Nuovo Galles del Sud, lo stato più popoloso dell'Australia, su 2.400 distributori di benzina, 182 avevano esaurito il gasolio.

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