La nave degli untori è ripartita per l'ultima tappa della sua odissea di quaranta giorni, trascorsi attraversando in lungo e in largo l'oceano Atlantico trasportando Hantavirus, paure e cadaveri. Ieri la MV Hondius della compagnia olandese Oceanwide Expeditions, partita il 1° aprile da Ushuaia, nella Terra del Fuoco, ha lasciato il porto di Granadilla de Abona, sull'isola di Tenerife, nelle Canarie, e si è diretta verso il porto di Rotterdam, dove arriverà tra cinque giorni e dove sarà sanificata. Dietro di lei una scia di polemiche sulla gestione dell'emergenza da parte del comandante Jan Dobrogowski (che ieri si è difeso in un videomessaggio su Instagram: "In situazioni come questa ogni immagine può essere estrapolata dal contesto") e sull'opportunità di far attraccare l'Hondius in terra spagnola anziché nei Paesi Bassi, patria degli armatori. Ieri il presidente della comunità autonoma delle Canarie, Fernando Clavijo, ha annunciato un possibile ricorso in tribunale contro il governo di Madrid che ha detto sì. Intanto, rivelano i media olandesi, dodici dipendenti della clinica universitaria di Nijmegen andranno in quarantena preventiva per sei settimane a causa di un errore nelle procedure di sicurezza relative a un paziente positivo. "Al momento del ricovero, al paziente è stato prelevato un campione di sangue, che è stato analizzato secondo la procedura standard" e non con la procedura più rigorosa che doveva essere seguita, come ha spiegato l'ospedale.
Domenica e ieri dalla nave sono sbarcati in 122 e sono stati imbarcati su voli diretti ai nei Paesi di residenza: Usa, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Australia, Germania, la stessa Spagna. A bordo sono rimasti in 26, molti dei quali di nazionalità filippina. In una cella frigorifera, il cadavere della tedesca morta a bordo il 2 maggio. Una delle tre vittime finora accertate dell'Hantavirus, oltre al birdwatcher olandese di 70 anni morto l'11 aprile e alla di lui moglie di 69 anni, scesa dalla nave all'isola di Sant'Elena il 24 aprile già gravemente ammalata, che è riuscita a raggiungere Johannesburg, in Sudafrica, e qui il 26 aprile per un soffio non è riuscita a prendere un volo Klm per Amsterdam: una volta imbarcata è stata fatta scendere perché le sue disastrose condizioni di salute erano evidenti. Ma tutte le persone presenti su quel volo, anche coloro che con la donna non hanno avuto che contatti fugaci, sono state tracciate e messe in quarantena.
I contagi attualmente accertati sono 7. L'ultima ad aggiungersi alla lista è una francese sbarcata domenica dall'Hondius, che ha manifestato i primi sintomi sul volo da Tenerife a Parigi. Le sue condizioni sono poi peggiorate dopo l'arrivo in patria e attualmente è ricoverata "in terapia intensiva in un ospedale specializzato in malattie infettive", come precisa la ministra francese per la Sanità Stéphanie Rist. All'elenco non è ancora stato aggiunto un cittadino statunitense che è risultato lievemente positivo secondo un test mentre un altro non ha dato risultati chiari. Alla lista delle vittime dell'Hantavirus va aggiunto un agente della Guardia Civil spagnola di 62 anni, colpito da infarto mentre prestava servizio nelle operazioni di sbarco dei passeggeri a Grenadilla.
Tra le persone che erano sul volo della Klm sul quale la moribonda olandese ha cercato di raggiungere i Paesi Bassi c'erano anche quattro persone che ora si trovano in Italia, nessuna delle quali presenta al momento sintomi, ma che sono sottoposte a protocolli di monitoraggio molto rigidi. Due marittimi, un 24enne di Torre del Greco e un 26enne di Villa San Giovanni, e una donna di Firenze. Tutti sono stati posti in isolamento dai rispettivi sindaci, in una stanza singola con bagno dedicato, con l'obbligo di misurarsi spesso la temperatura corporea e di indossare una mascherina Ffp2 nel caso di contatti - comunque sconsigliati - con altre persone.
Sotto stretta osservazione anche un cittadino sudafricano arrivato a Venezia da Amsterdam il 26 aprile scorso, anch'egli sul volo incriminato. L'uomo si trova a Padova e ieri su di lui sono stati effettuati i prelievi di sangue previsti dal protocollo del ministero della Salute.