Faccia nera e capelli afro. L'Olanda censura il simbolo del folklore

Pietro il Moro, personaggio di tradizione secolare, finisce nel mirino degli immigrati: "È razzista". E scatta il ricorso alla magistratura

Zwarte Piet nei festeggiamenti per San Nicola
Zwarte Piet nei festeggiamenti per San Nicola

Ma San Giuseppe, inteso come sposo di quella certa Maria che poi diede alla luce quel tal Gesù, non è che per caso sia stato un po' scuretto, di carnagione? E se così un giorno accertassero, gli studiosi, non si darà il caso di qualche congrega di tradizionalisti che si rivolgeranno a una qualche Alta Corte di Giustizia perché metta le cose a posto, spiegando che Giuseppe era e resta bianco e ariano, a dispetto di una leggera abbronzatura dovuta alla latitudine in cui visse e operò?

Dite che vi sembra una questione di lana caprina, se non già una clamorosa fesseria? Ne ha l'aria, in effetti. Ma non si sa mai, i tempi essendo quelli che sono e il politicamente corretto non essendosi ancora deciso a defungere in letizia, come molti di noi si augurano. Ne sanno qualcosa in Olanda, nazione in cui il concetto di progresso e di modernità, in tema di diritti civili, ha preso un tale abbrivio, negli ultimi decenni, da portare la capsula spaziale del buon senso fuori da ogni orbita.

Ed ecco di che si tratta. Dicono le agenzie che il Consiglio di Stato, la più alta corte amministrativa in Olanda, ha rinunciato di pronunciarsi sul presunto carattere razzista del personaggio di Zwarte Piet (Pietro il moro, in italiano) che nei festeggiamenti dedicati a San Nicola ( Sinterklaas , in olandese), ha la faccia nera, una parrucca afro, e nella processione veste i panni del servitore. Mentre san Nicola, ovviamente, è bianco, barbuto, e indossa un costume preso in prestito, si direbbe, da Babbo Natale. Ed eccoci all'importante dilemma: un nero servitore di un santo bianco? Non è che ci sia un intento razzista e denigratorio, in tutto questo, deve aver pensato la solita anima bella (e un po' cogliona) rivolgendosi appunto all'Alta Corte? Quel che più induce sgomento, in questa altrimenti scompisciante vicenda, è che il Consiglio di Stato ha preso tempo, mancando di pronunciarsi sul dilemma ma prendendolo sul serio.

La polemica intanto infuria, e la tensione sale, perché San Nicola è già partito dalla Spagna, come fa ogni anno dal 1934, ed è atteso ad Amsterdam domenica prossima. Lui, costume rosso e cavallo bianco, e i suoi pieten con la faccia nera che distribuiranno ai bambini biscotti, caramelle e pepernoten, dolcetti tipici della festa.

Di sospendere le celebrazioni, ovviamente, non si parla neppure per scherzo. L'arrivo di Sinterklaas a bordo di una nave a vapore che percorre il fiume Amstel, con un codazzo di almeno un chilometro di barche al seguito, è una cosa seria. Soprattutto per i bambini, che mettono le loro scarpe sui davanzali delle finestre, di notte, accanto a una ciotola d'acqua e a un ciuffo di carote per ristorare il cavallo di Sinterklaas. Chi è stato più buono avrà naturalmente il regalo migliore. Chi è stato pessimo avrà il solito carbone, e chi è stato proprio fetente (una variante non prevista dal nostro Babbo Natale) rischia di vedere le scarpe desolatamente vuote.

Quest'anno San Nicola comincerà la sua tournée nella città di Gouda. E i Pieten? Niente paura. Quel genio del sindaco di Gouda ha trovato la scappatoia. I Pieten presenti alla parata, invece che nero, avranno il viso giallo, e si chiameranno «Pietro formaggio» e «Pietro biscotto». Andrebbe tutto bene. Se non fosse per quel «giallo», che sta facendo saltare la mosca al naso ai cinesi, ai filippini, ai giapponesi, ai thailandesi che vivono lassù. Perché chi di corbelleria ferisce...

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