Facebook esplode, ma ci salva la vita

Zuckerberg: "Così i server non reggono". La Silicon Valley ammortizzatore social

«Se l'epidemia non si ferma i nostri server rischiano di fondersi». A dare l'allarme è lo stesso Mark Zuckerberg, padre padrone di Facebook, Instagram e, appunto, del noto sistema di messaggistica istantanea. Questa la notizia. Ma dalla notizia scaturisce una riflessione. Spesso, anche da queste colonne, abbiamo criticato il clima poco democratico e molto politicamente corretto dell'algoritmo di Facebook. Ma questa volta il punto è un altro. La pandemia ci ha rinchiusi in casa, ha congelato fino a nuovo ordine i nostri rapporti sociali(e non è detto che il caldo estivo si porti via tutte le attuali costrizioni) e modificato la nostra vita lavorativa. Ed è in questo scenario apocalittico che il tanto vituperato capitalismo della Silicon valley assume un ruolo differente, da ammortizzatore social(e) e soprattutto da ammortizzatore emotivo. Attutisce le solitudini, riduce le distanze, fa sentire più vicine le voci che ora si odono lontane.

Gli squali dell'economia 2.0 sono fondamentali, oggi più che mai. Glovo ci porta la spesa o un piatto di pasta calda; Amazon ci rifornisce di libri (e quant'altro) per ingannare la quarantena; Facetime, Zoom o gli altri servizi di videoconferenza ci permettono di continuare le nostre riunioni lavorative. E poi Netflix, Facebook, Instagram, Google e tutti i servizi offerti dalla rete e dalla web economy. Servizi assolutamente superflui - in tempi normali - che adesso sono diventanti generi di conforto per attraversare un deserto del quale non si conoscono esattamente le dimensioni. L'allarme del re dei social nasce da un dato di fatto: l'utilizzo della banda è aumentato considerevolmente, il traffico quotidiano dei dati è superiore a quello che si registra durante la notte dell'ultimo dell'anno, giusto per dare una dimensione al fenomeno.

D'altronde capita sempre più spesso di ricevere videochiamate da chi fino a qualche settimana fa nemmeno mandava un sms. La costrizione nel perimetro della propria abitazione esplode, spesso, in una esasperata socialità virtuale che dovrà per forza essere ridimensionata. Netflix e Youtube, tra gli altri, hanno provato a correre ai ripari diminuendo la qualità dei video in Europa (da alta a standard) per permettere a tutti di poter accedere ai loro contenuti. Anche il mondo dei colossi del web uscirà cambiato e ridisegnato dall'esperienza della pandemia. E probabilmente cambierà anche il nostro rapporto con le tecnologie e la rete. Alla fine il capitalismo, anche quello spietato della Silicon valley, non è lo sterco del demonio.

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Commenti

LUCATRAMIL

Mer, 25/03/2020 - 15:40

Io non sono né su Fb né su Twitter né su instagram e vivo benissimo lo stesso in collegamento con amici e colleghi, usando la voce

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 25/03/2020 - 16:45

@LUCATRAMIL - bravo. Idem.

STREGHETTA

Mer, 25/03/2020 - 18:41

" Giurassica " - Idem,LUCATRAMIL, ma mi fanno sempre sentire una specie di anomalia del Giurassico.. Detesto i vanitosi virtuali, gli esibizionisti che devono costantemente " essere collegati " e riversare sugli altri ogni più piccolo pensiero. Però diciamo che in momenti come questo anche la virtualità serve. Parlando per me, mi sento indotta con meno brontolii ad uscire dalla Preistoria, anzi apprezzo la tecnologia che non amo.

frank173

Gio, 26/03/2020 - 15:43

Drogati di Social.

spiderbatbug

Ven, 27/03/2020 - 17:39

Internet ha cambiato la nostra vita offrendoci l'accesso quasi immediato a una mole inusitata di [dis]informazione e a un numero potenzialmente enorme di contatti interpersonali. Ogni strumento amplifica le nostre possibilità, sia quelle che ci portano un intelligente vantaggio, sia quelle che ealtano i nostri lati peggiori. Basterebbe leggere i commenti agli articoli dove una percentuale non indifferente di individui preferisce passare alla volgare offesa personale piuttosto che portare avanti le proprie argomentazioni o confutare quelle altrui. I cosiddetti "social network" amplificano ancora questo dualismo e fb in particolare sembra avere, come il poker e la sigaretta, la capacità di indurre una dipendenza psicologica specifica. Conosco persone che usano fb per motivi che assolutamente condivido, ma è indubbio che questo ambiente risulta particolarmente attrattivo per chi vuole darsi all'esibizionismo e al cyberbullismo.

edo2969

Ven, 27/03/2020 - 19:06

Perfavore, faccio un’appello al cuore e all’amore di noit tutti: usiamo con parsimogna i social, non facciamoli fondere i server perchè in momento ci tengono uniti, nel segno di un’ umanità che non vuole distanziarsi e vuole rimanere nell’amore reciproco, faccio quindi un’accorato appello.

kobler

Sab, 28/03/2020 - 13:55

Anche io come tanti altri non-polli non giro su quelle assi del water che chiamano "socials". FB ci ha slavati? E allora perché ci sono medici eroi morti? FB salva le borse e le banche, ma della gente gli interessa niente! Finto interesse! Siamo nati senza FB e ce la facciamo da soli come abbiamo sempre fatto!