Il sospetto, fondato, a leggere le prime carte dell'indagine, è che siamo alla vigilia di un'altra "calciopoli": Calciopoli 2.0. Partita dalle viscere dell'Aia, l'associazione arbitri già segnata negli anni precedenti da una faida interna che colpì alle spalle il neo-presidente eletto Alfredo Trentalange dopo i 12 anni del regno di Marcello Nicchi. Questa volta a scatenare il putiferio è stata una lettera-denuncia di un assistente, Domenico Rocca, 42 anni, calabrese di Vibo Valentia, dismesso a fine stagione e autore di una lunghissima e documentata analisi di clamorose "anomalie" riscontrate. La giustizia sportiva, incaricata di esaminarla, ha poi archiviato il caso. Quella ordinaria, invece, ha acceso i suoi riflettori, interrogato alcuni protagonisti, passato a setaccio altre partite e chiuso l'indagine con l'accusa di "frode sportiva" rivolta al capo della Can di serie A e serie B Gianluca Rocchi (che ieri sera si è autosospeso) "in concorso", lasciando prevedere dunque che nuove responsabilità saranno disvelate dal proseguo dell'inchiesta. Anche il supervisore Var Andrea Gervasoni, si è scoperto in serata, è indagato per lo stesso reato.
Lo scenario seguito alla lettera-denuncia di Rocca accredita la tesi di una faida interna. Perché l'assistente segnala a proposito di Udinese-Parma che in sala Var - dove sono all'opera gli arbitri Paterna e Sozza - il varista Paterna si volta verso la vetrata e pronuncia "è rigore" modificando successivamente l'iniziale decisione e chiamando l'arbitro di campo Maresca alla revisione. Azione quest'ultima documentata da un filmato interno finito agli atti. Secondo Rocca fu Rocchi, infrangendo così il protocollo, a effettuare quel suggerimento dietro la vetrata di Lissone. Nei giorni successivi si apre un fronte interno perché Zappi, presidente dell'Aia, manderà ispettori della procura federale a sorvegliare l'attività di Lissone intimando a Rocchi di segnalare eventuali presenze sue o dei suoi collaboratori con relativa relazione finale.
Da quel momento in poi i dirigenti della Can non frequenteranno più Lissone ma nascerà un conflitto istituzionale con la presidenza dell'Aia che esploderà con la richiesta di staccare la Can dall'associazione passata alla cronaca sotto la riforma del "professionismo", studiata e approvata dal presidente della Figc Gabriele Gravina. Non solo. Lo stesso presidente Zappi si è ritrovato al centro di una indagine sportiva poiché al tempo della sua elezione - per dar luogo velocemente al ricambio dei vertici arbitrali di Lega Pro (via il designatore Ciampi e dentro Orsato) - ha promesso via mail agli esclusi contratti economici che poi non è stato in grado di onorare. Per questo comportamento Zappi, a processo con la giustizia sportiva, ha ricevuto una inibizione di 13 mesi che se confermata martedì prossimo dal collegio di garanzia del Coni (la cassazione in materia sportiva) porterebbe alla decadenza dalla presidenza e alla necessità di nuove elezioni.
L'arbitro Paterna, ascoltato dal pm Ascione, dapprima come testimone dell'episodio Udinese-Parma, non avendo offerto convincenti spiegazioni, è diventato anche lui indagato per falsa testimonianza. Ma il cuore dell'indagine è anche un altro perché riferito all'episodio di Inter-Verona (gomitata di Bastoni a Duda non segnalata dal varista Nasca; ndc) e alle designazioni di altre partite. Nello specifico si legge di "colloqui avvenuti per combinare o schermare la designazione della finale di coppa Italia" al fine di evitare la presenza di "Doveri non gradito all'Inter" (la finale di coppa Italia diventata poi Milan-Bologna fu diretta da Mariani; ndc) al pari di Bologna-Inter (20 aprile 2025) fischiata da Colombo (finì 1 a 0, gol di Orsolini; ndc) che secondo il pm Ascione risultava "gradito ai neroazzurri". Questi riferimenti così circonstanziati lasciano immaginare non semplici sospetti del pm ma l'acquisizione di riscontri tipo intercettazioni o sms.
Se alla fine dovesse emergere davvero un tale quadro sconcertante degno di una seconda Calciopoli, non è da escludere l'intervento del Coni (su pressione del governo) per commissariare
il calcio oltre che l'Aia mettendo in naftalina le prossime scadenze elettorali. Il ministro dello Sport Andrea Abodi già avverte: "Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze".