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Falsi dossier e 'ndrangheta. Sventata l'estorsione ai danni di Del Vecchio. "Hanno tentato di ricattarmi"

Il piano: incassare fino a 10 milioni dall'imprenditore diffondendo scatti "rubati". La Procura: tentata truffa

Falsi dossier e 'ndrangheta. Sventata l'estorsione ai danni di Del Vecchio. "Hanno tentato di ricattarmi"
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Due filoni intrecciano la stessa trama in chiaroscuro: servitori infedeli dello Stato che taglieggiano vip e manager per estorcere loro soldi - fino a 10 milioni di euro - in cambio di dossier fasulli. Anche Milano ha il suo filone Squadra Fiore, il trait d'union è Leonardo Maria Del Vecchio (seconda foto a destra), raggirato da un ex Ros e dall'ex capo della security di Luxottica dalla minaccia di un "dossieraggio reputazionale".

La Procura di Milano guidata da Marcello Viola (foto a destra) ha indagato per estorsione l'ex 007 Vincenzo De Marzio e l'ex responsabile della sicurezza personale di Del Vecchio jr Mario Cella: i carabinieri del Ros, coordinati dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi e dal sostituto della Direzione nazionale antimafia, Antonello Ardituro, hanno perquisito oggi i due uomini con le ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico, estorsione e truffa aggravata. Tutto confermato da una nota. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il diabolico piano sventato era semplice: incassare fino a 10 milioni facendo leva sulla diffusione di informazioni riservate e foto private "potenzialmente lesive della reputazione" aziendale di EssilorLuxottica e personale del manager. I due avrebbero rubato dal sistema di videosorveglianza interno all'appartamento milanese immagini private dell'imprenditore-editore per creare un dossier, ricattarlo in cambio all'inizio di 30mila euro per non diffondere quelle immagini e poi avrebbero convinto l'erede del gruppo Luxottica (ed editore di questo quotidiano) anche a sottoscrivere un contratto da 12mila euro al mese per una presunta due diligence reputazionale. Il dossier, attribuito dai due proprio alla Squadra Fiore, in realtà sarebbe stato confezionato da De Marzio, nome in codice Tela e titolare della Neis Agency (anch'essa oggetto di perquisizione), assieme a Samuel Calamucci, l'ex informatico di Equalize (società di investigazioni private fondata dall'ex presidente di Fiera Milano Enrico Pazzali) che già rischia il processo nel filone milanese per aver orchestrato con l'ex supersbirro Carmine Gallo - deceduto in circostanze misteriose - una serie di dossieraggi.

"Si sono introdotti nella mia casa, hanno violato la mia vita privata, hanno abusato della fiducia di chi era pagato per proteggermi e hanno tentato di ricattarmi costruendo un dossier falso - dice in serata Del Vecchio jr - Ringrazio la Procura di Milano, la Direzione nazionale antimafia e Antiterrorismo e il Ros per il lavoro svolto con serietà e rigore: è grazie a loro che oggi emerge la verità". Il manager si costituirà parte civile "nelle sedi opportune a tutela mia, della mia famiglia e delle società ingiustamente coinvolte".

Ma nel filone milanese irrompe non troppo a sorpresa anche la Procura antimafia. Nel mirino ci sono i rapporti tra i membri di Equalize e l'imprenditore romano Lorenzo Sbraccia di cui sarebbe socio uno degli indagati dell'inchiesta sulla Squadra Fiore, Rosario Bonomo. Sbraccia è accusato di "tentata estorsione aggravata dall'uso del metodo mafioso" per una vicenda di recupero crediti legata a una ristrutturazione fatta per accaparrarsi i crediti fiscali del Superbonus 110% in un palazzo della periferia milanese.

Bonomo, da addetto alla sicurezza aziendale, sarebbe stato a conoscenza che il suo datore di

lavoro, pur di convincere un creditore a rinunciare ad alcune pretese economiche, si sarebbe rivolto a uno 'ndranghetista calabrese del clan Barbaro attraverso - a quanto sarebbe già emerso - la mediazione dello stesso Gallo.

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