"Febbre, lavora da casa". Borrelli è in isolamento In ansia per Bertolaso: ricovero al San Raffaele

Sul capo della Protezione civile voci di test positivo. Il commissario lombardo "sta bene"

Altro che «normale influenza», è un nemico forte e subdolo questo coronavirus, che mette momentaneamente fuori gioco i «generali» chiamati a contrastarlo.

Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli da ieri ha la febbre, e tutti attendono l'esito del secondo tampone cui si è sottoposto (al primo, la settimana scorsa, era risultato negativo) anche se alcune voci lo indicano come positivo. Una dozzina di suoi collaboratori sono stati contagiati e il suo predecessore, Guido Bertolaso, che martedì ha annunciato di essere positivo, da ieri è ricoverato al San Raffaele di Milano, anche se in buone condizioni e intenzionato a non mollare il compito che gli è stato affidato dalla Regione Lombardia: la realizzazione in Fiera Milano di un nuovo ospedale capace di prendersi in carico centinaia di pazienti bisognosi di terapia intensiva e di altre cure. «L'ho già sentito tre volte oggi - ha detto ieri l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, in diretta streaming per il consueto bollettino quotidiano sull'andamento dei contagi - Ci tempestava meno di telefonate quando era a casa. È sempre sul pezzo». «Lo ringraziamo per quello che sta facendo - ha aggiunto - abbiamo molti messaggi di solidarietà che lui ricambia: sente i lombardi molto vicini» ha concluso l'assessore, mentre Fontana ha spiegato di averlo sentito il giorno precedente, quando Bertolaso gli ha comunicato di avere la febbre e altri sintomi tipici del Coronavirus. «La voce mi è sembrata squillante e tranquilla - ha rivelato il governatore - Però non so come stia rispetto a ieri (martedì, ndr».

Ora ha la febbre anche l'altro «generale» anti-virus, il successore di Bertolaso e attuale capo della Protezione civile Angelo Borrelli. «Questa mattina - ha annunciato intorno alle 14.30 la struttura governativa - il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha accusato sintomi febbrili e, a scopo precauzionale, ha lasciato la sede del Dipartimento». «Il Dipartimento - proseguiva l'annuncio - continuerà a garantire la massima operatività e, anche per il tramite dell'ufficio stampa, a diffondere le informazioni disponibili sull'emergenza in atto». La conferenza stampa serale è stata prima sospesa, poi confermata con il direttore operativo Luigi D'Angelo, e con il direttore Agostino Miozzo, coordinatore del comitato tecnico-scientifico sul coronavirus. «Borrelli - ha spiegato - ha accusato sintomi febbrili, una leggera afonia e per precauzione ha deciso di rientrare presso il proprio domicilio, dove ovviamente è e da dove continua a lavorare e a seguire con attenzione la gestione di questa grande emergenza. Siamo vicini al dottor Borrelli e a quei colleghi che sono a casa per i motivi che voi conoscete».

Il Dipartimento ha quindi assicurato che l'azione prosegue «senza sosta», garantendo «la funzionalità di tutte le strutture operative nel rapporto con le regioni e con le strutture sanitarie». Le rassicurazioni, tuttavia, non hanno attenuato l'impressione destata dalle notizie che vedono coinvolti Bertolaso e - in attesa di aggiornamenti sulle condizioni personali di Borelli - almeno 12 dirigenti della Protezione civile di Roma, tanti erano casi di cui lo stesso Borrelli ha dato notizia quattro giorni fa, annunciando l'esito di uno screening disposto fra i contatti stretti dopo la notizia del primo caso positivo.

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