Loro migliorano. Lui resta confuso. Loro provano a capire. Lui si avvia ad una perizia psichiatrica. Sono opposte le dinamiche dei feriti di Modena e dell'autore della strage di sabato scorso nel centro della città. Anna Maria Petrini, direttore generale della Usl di Bologna, traccia un nuovo bilancio dei 5 feriti ancora ricoverati in Emilia Romagna.
Migliora la coppia di 55enni in cura al Maggiore di Bologna. Angelo Ciccarelli, fuori pericolo di vita e Monica Esposito, in condizioni più precarie per diversi traumi, sono gravi ma stabili. Restano, in ogni caso, in prognosi riservata, così come le due straniere, ricoverate nel modenese all'ospedale civile di Baggiovara. La turista tedesca di 69 anni ha riportato le conseguenze più gravi con l'amputazione di entrambe le gambe. Pur in un quadro di gravità complessivo, presenta segni di progressivo miglioramento: è stato, infatti, possibile estubarla. Lei è stata l'ultima vittima della furia di Salim Elkoudri, prima che l'auto si fermasse contro la vetrina. A quel punto sono stati un infermiere e un medico specializzando che si trovavano in zona a provare a fermarle l'emorragia. Ora per lei la priorità è garantire un rapido rientro nel suo Paese. La donna polacca di 53 anni, invece, resta sempre in condizioni gravi, anche se il suo quadro clinico resta stabile.
Trova più parole e la forza di metterle in fila Ermanno Muccini, chef modenese 59enne, che è stato, invece, fra i primi ad essere investito dalla furia di Elkoudri. Deve convivere con un trauma cranico oculare, ha ricevuto diversi punti di sutura e riportato diverse abrasioni, ma la sua condizione non gli impedisce di ricordare quegli attimi terribili. "Sono stato fra i primi a essere travolto". Precisa che non ha ancora visto il video che è girato sui social e che forse non lo vorrà vedere. Nel suo racconto c'è innanzitutto incredulità: "L'auto mi ha preso frontalmente mentre stavo rientrando dal lavoro verso casa, camminando sul marciapiede". Qui il tono di voce si incrina: "Ho visto quest'auto che, superato il semaforo, prendeva folle velocità e ho pensato che fosse il solito fenomeno al volante e che non poteva proseguire così verso la ztl". Ed invece Salim non si ferma. Dice di aver perso il controllo, di sapere che sarebbe morto, poi non ricorda. "Mi sono trovato per terra e mi sono reso conto che ero stato investito".
La testimonianza dello chef arriva dall'ospedale di Baggiovara e parla anche di gratitudine per la visita di Sergio Mattarella e Giorgia Meloni: "Sono stati gentilissimi, così semplici e premurosi. Hanno portato speranza e io mi sento quasi miracolato".