Festa dell'Unità, ristoratori in fuga: "Pensiamo a una class action"

Lo sfogo degli standisti: "Ci avevano promesso un milione di visitatori". Ma ne sono arrivati solo 150mila

Festa dell'Unità, ristoratori in fuga: "Pensiamo a una class action"

Alla Fresta dell'Unità non si fanno più affari come un tempo. Anni fa i ristoratori facevano un sacco di soldi con le salsicce e lo gnocco fritto. Ma quest'anno, complice la crisi economica, i visitatori alla kermesse nazionale piddina, in corso in quesri giorni a Milano, hanno preferito tenersi alla larga dai ristoranti. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, non avrebbero affatto apprezzato la scelta del partito di sostituire la cucina tradizionale con lo street food.

Capita l'antifona, per evitare ulteriori perdite, i ristoratori hanno levato le tende abbandonando gli spazi della festa. "Ci avevano mandato una mail, in cui promettevano un numero di visitatori tra 800 mila e 1 milione - hanno raccontato al cronista del Fatto Quotidiano - così abbiamo deciso di venire, abbiamo investito". Ma di visitatori ne sono arrivati molti meno. Secondo gli organizzatori, non si sarebbe superato le 150mila presenze. "Speriamo di rientrare delle spese", dicono i ristoratori amareggiati dopo aver visto i primi "colleghi" che hanno deciso di andarsene dopo i primi giorni.

Alcuni ristoratori stanno valutando la possibilirà di unirsi contro i promotori delle Festa dell'Unità. "Stiamo valutando di fare un'azione legale collettiva - spiegano - ci avevano dato altre garanzie".

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