Fi-Lega, toni bassi per ricucire con Fdi

Silezione dopo il caso Rai. Meloni rilancia: "La nostra crescita spaventa i palazzi"

Fi-Lega, toni bassi per ricucire con Fdi

Il giorno dopo la presentazione ufficiale, Luca Bernardo è già in giro per appuntamenti elettorali scortato dai dirigenti milanesi di Fdi. La frizione tra il partito di Giorgia Meloni e gli alleati della Lega e di Forza Italia non è ancora ricomposta ma la campagna elettorale non può fermarsi e nemmeno il gioco di squadra messo in campo dai vertici del centrodestra. Il «lodo» Rai, con l'esclusione di un consigliere di amministrazione diretta espressione di Fratelli d'Italia, incombe come un macigno sopra le teste di Salvini, Tajani, Lupi e Toti. La tenuta della coalizione per le amministrative non sembra però risentirne più di tanto. E la consegna del silenzio di queste ore tra le file del Carroccio e di Forza Italia, è il segno che solo di tattica si tratti.
Anche le voci che danno la deputata Wanda Ferro come possibile candidata per Fratelli d'Italia al posto di governatore della Calabria sembrano soltanto il frutto di una strategia con la quale la Meloni intende collegare rilanciare il suo ruolo di «oppositore» al governo delle larghissime intese.
Negli ambienti leghisti si tende a minimizzare. Quello della leader di Fratelli d'Italia, dicono, è un modo per ottimizzare al meglio il ruolo di unico partito popolare all'opposizione. I suoi alleati di coalizione, però, intendono la formazione del governo Draghi come un gabinetto di unità nazionale che fa dunque saltare i rodati meccanismi della spartizione di consiglieri di amministrazione e presidenti di commissione tra maggioranza e opposizione.
La Ferro, intanto, ha sfruttato i sussurri di ieri per mettersi al centro della scena politica confidando all'AdnKronos che l'idea della sua candidatura è tutt'altro che peregrina. «Sono ore frenetiche, noi abbiamo sempre onorato gli impegni, vorremmo andare insieme ovunque, ma potrebbe accadere che il rapporto di fiducia venga meno, allora, a quel punto si potrebbero cambiare le scelte fatte. In ogni caso Giorgia Meloni sa interpretare il sentimento di un elettorato che da noi si aspetta coerenza. I sondaggi dicono che non siamo Cenerentola e non vogliamo essere trattati come Cenerentola».
Concetto ampiamente ribadito dalla stessa Meloni che sulla sua pagina Facebook rilancia con orgoglio i traguardi raggiunti. «In questi giorni, in giro per l'Italia e fra la gente, ho notato sempre più affetto ed entusiasmo verso Fratelli d'Italia - scrive -. E quello che sta accadendo ultimamente nei palazzi, tra chi tenta a tutti i costi di ostacolare e mettere a tacere Fdi e l'opposizione, dimostra quanto faccia paura questa crescita. Grazie a tutti voi per il sostegno con cui ci motivate ogni giorno: siete la nostra forza».
Per avere, però, un quadro più preciso della situazione all'interno del centrodestra bisogna spostarsi a Bologna. Qui la candidatura di Fabio Battistini resiste. L'imprenditore cattolico, la cui campagna elettorale peraltro è già partita da tempo e che piace alla Lega, dovrebbe spuntarla anche sulla candidatura di Andrea Cangini, il senatore azzurro sul quale continua a spingere Forza Italia. Anche in questo caso verrebbero rispettati gli accordi già stretti tra gli alleati.

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