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Fine vita, la Regione paga i farmaci ai malati. La circolare alle Asl: "Assistere nel suicidio"

La decisione di Cirio dopo il caso di un paziente "rifiutato"

Fine vita, la Regione paga i farmaci ai malati. La circolare alle Asl: "Assistere nel suicidio"
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Nessuna legge regionale, nessuna delibera di giunta, ma un vademecum di 4 pagine per ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale (che risale al 2019). Così il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (nella foto) affronta il fine vita. "Non si tratta di linee guida - precisa il suo direttore della Sanità Antonino Sottile - né di una regolamentazione: si tratta di una mera circolare esplicativa delle diverse sentenze della Corte costituzionale che, nelle fonti del diritto italiano, corrispondono a legge a cui tutti devono attenersi. La Regione non ha aggiunto nulla, né tolto nulla rispetto ai parametri stabiliti dalla Corte, ma ha semplicemente trasmesso, su richiesta del Comitato etico, gli aspetti tecnico-giuridici delle sentenze".

Di fatto la Regione pagherà i farmaci e qualsiasi dispositivo necessario alla loro somministrazione. La circolare è stata inviata dopo il caso di un paziente 40enne dell'Asl To4 (Chivassese e Canavese) che, pur avendo ottenuto la validazione dei requisiti richiesti per legge, si era sentito rispondere che l'azienda non poteva "fornire, prescrivere e consegnare farmaci o sostanze potenzialmente utilizzabili nella procedura di suicidio medicalmente assistito". "Indegno che un uomo aspetti nove mesi" aveva contestato il presidente del Comitato etico Antonio Rinaudo: "Due sentenze della Corte lo dicono espressamente, l'Asl ha l'obbligo di fornire il farmaco e assistere il paziente. Era già tutto scritto nelle linee guida presentate da me in Regione nel 2023, poi lasciate in un cassetto". Ma il governatore Alberto Cirio si era già mosso a inizio gennaio, chiedendo al direttore della Sanità di procedere con una "circolare esplicativa" delle sentenze, in mancanza di una legge nazionale, che contenessero delle modalità operative.

Nella circolare dell'assessorato alla Sanità vengono riportate le parole della Corte costituzionale sul fine vita: "Il diritto della persona di ottenere dalle aziende del Servizio sanitario regionale il farmaco, i dispositivi eventualmente occorrenti all'autosomministrazione, nonché l'assistenza sanitaria anche durante l'esecuzione della procedura".

Ai direttori sanitari è stato trasmesso anche una vademecum su come procedere. Entro 48 ore dall'arrivo della richiesta da parte del paziente deve essere convocata la commissione di valutazione. Esaminati i requisiti sostanziali previsti dalla normativa, la commissione invierà una relazione al comitato etico.

L'Asl dovrà comunicare al paziente lìesito delle valutazioni e, se la domanda risulterà accolta, passare il caso all'équipe responsabile della procedura che dovrà "tempestivamente perseguire nel suo intento". Due medici, tra cui un esperto in cure palliative, due infermieri e, eventualmente, uno psicologo comporranno il team medico responsabile del suicidio assistito. I Pro Vita chiedono di ritirare il testo.

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