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Floris, solito copione: attacchi al premier

La prova del fuoco dell'ex Rai non convince, solo anti renziani in onda e tanti servizi in pochi minuti: rischia di fare il doppione di Mentana

Floris, solito copione: attacchi al premier

Traino o doppione? Una striscia di notizie col tema caldo del giorno, prima del tg con le notizie e i temi caldi del giorno. È da vedere se la formula ideata da Giovanni Floris per la Rai (non interessata al pacchetto) e proposta con successo a La7, non cozzi con un'altra primadonna nell'affollatissimo parterre di conduttori-giornalisti della rete: Enrico Mentana. Il primo test di DiciannovEquaranta (debutto con intervista a Susanna Camusso, non proprio elettrizzante, che spara su Renzi) alimenta il sospetto. Scenografia da telegiornale, con Floris versione mezzobusto, a metà tra un notiziario e un talk show condensato in un quarto d'ora, con ospiti, interviste, servizio, sondaggi. Molta (troppa?) carne al fuoco in poco tempo. Abbastanza da saziare per le portate successive? L'ex conduttore Rai è andato a nozze con Urbano Cairo che cercava un programma-traino per far partire il TgLa7 da uno share («un piedistallo», dice lui) più alto dell'attuale 3%. Una richiesta - racconta l'editore - partita proprio da Mentana. L'effetto scia può funzionare per alzare lo share medio del tg (l'ambizione è la doppia cifra, un 10%), ma tra giornalisti non contano solo i numeri. Mentana non si è mai trovato un «competitor» diretto a ridosso del suo tg, ma sempre traini (mosci) di altro genere: dalle battutine della comica sarda Cucciari ai tegami della Parodi al telefilm. La striscia di Floris può fare meglio e dare un gonfiatina agli ascolti del telegiornale, ma giocando sul medesimo campo (ricerca di notizie, intervista al protagonista del giorno, sondaggi, possibilmente qualche scoop) rischia di tagliare le gambe al tg che punta gli stessi obiettivi. Traino o doppione? Un rischio che non corre solo il tg, in un palinsesto farcito dalle discussioni di politica dalle sei del mattino a notte fonda. Il martedì, per dire, ci sarà Floris nel pre-tg, poi il tg di Mentana, poi Otto e mezzo, quindi ancora Floris con il nuovo talk show, e di notte un altro talk. Rischio fortissimo di indigestione, oltrechè di doppione.

La scaletta di Mentana, sempre scandita come fosse l'11 settembre 2001, dopo un quarto d'ora abbondante di notizie potrebbe sembrare una zuppa meno sapida. Sarà per questo che Mentana ha accolto Floris con una frecciatina, alla presentazione dei palinsesti della rete? «Il solo che ride» ha postato su Facebook , con una foto di un Floris gongolante. Di motivi per ridere Floris ne ha diversi, avendo strappato un supercontratto da 4 milioni di euro, da un editore che non ha fama di spendaccione, in tempi di magra pubblicitaria, e in una rete già strapiena di conduttori. Tutto merito del suo agente Beppe Caschetto - dicono nell'ambiente - qui anche nelle vesti di produttore.

Martedì prossimo invece il derby tra ex: Floris con il nuovo talk di Martedì contro il suo ex Ballarò, condotto dal suo ex frequente ospite Massimo Giannini. L'ex vicedirettore di Repubblica si scontra con un eredità del 13,5% di share medio nell'ultima stagione (in caduta, ma sempre alta). Floris invece con l'incognita di un nuovo prodotto, sempre che riesce a farlo nuovo, su una rete nuova. Sul suo talk sono stati investiti molti soldi, la squadra che lo affianca ha dimensioni da kolossal. In più Floris si è portato via, oltre alle copertine di Crozza (altro cliente di Caschetto) e i cartelli di Pagnoncelli, parecchi storici autori e inviati, lasciando a Giannini sedie e monitor. Sfide extra-rete e intra-rete.

Ma la vera sfida, per tutti, è vincere l'effetto noia da troppa politica in tv.

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