addio alla Regina

Folla, amore e devozione. Il Regno saluta la sua Regina

Più di 500 reali e capi di Stato di tutto il mondo. L'arcivescovo di Canterbury cita Elisabetta: "Ci incontreremo ancora"

Folla, amore e devozione. Il Regno saluta la sua Regina

Da Balmoral a Windsor, la Regina ha finalmente concluso il suo lungo viaggio. Con i funerali di Stato di ieri si è concluso l'addio dei sudditi alla sovrana più amata di questo secolo. Nessuno, a partire da lei, avrebbe potuto immaginare la corale dimostrazione d'affetto che la sua gente le ha tributato. E anche ieri, mentre il feretro issato sul fusto di cannone, procedeva lentamente tra due enormi ali di folla preceduto dalla Guardia a Cavallo canadese, la polizia e i rappresentanti del servizio sanitario nazionale, sicuramente ogni astante ha pensato alla defunta Regina in modo del tutto personale, ripescando nei cassetti della propria memoria un momento particolare dell'incredibile vita di Elisabetta II, legato alla propria. Nonostante le centinaia di Reali provenienti da tutto il mondo, i leader politici e i capi di Stato, quello di ieri è stato un momento tutto inglese. Dall'organizzazione perfetta alla compostezza dei presenti, tutto è filato liscio come l'olio come lei avrebbe voluto.

«We will meet again», «Ci incontreremo ancora», con questa frase pronunciata dalla sovrana al tempo del Covid, l'arcivescovo di Canterbury Justin Welby, ha voluto concludere il suo sermone. Parole di speranza allora e adesso frase di conforto per tutti coloro che credono, come Elisabetta II, che esista una vita dopo la morte terrena. «Molti leader vengono esaltati in vita e dimenticati dopo la loro morte - ha detto Welby nel suo breve discorso alla congregazione di 2000 persone raccolte nell'Abbazia di Westminster, la stessa che nel 1953 aveva visto l'incoronazione di Elisabetta e nel 1947 il suo matrimonio - coloro che servono invece saranno amati e ricordati mentre chi regna con il potere e il privilegio verrà dimenticato». Welby ha descritto la Regina come «gioiosa, presente nella vita di tanti, una persona che ha toccato una moltitudine di vite». In chiesa, oltre agli stretti familiari, erano presenti anche due dei tre figli di William e Kate, George di nove anni e sua sorella Charlotte di sette. Una presenza dolce e dolorosa, annunciata all'ultimo momento per sottolineare la volontà di continuità della famiglia reale. Lui, in un minuscolo completo blu con la cravatta nera, camminava accanto al padre, lo sguardo tra lo smarrito e il curioso a posarsi timidamente sulla moltitudine di adulti che lo circondava. Lei, cappottino scuro e cappello in miniatura a larghe tese, indipendente come sempre e perfettamente a proprio agio nella parte, era il ricordo vivente della modernità di una Regina che prima ancora della sua nascita aveva voluto abolire il diritto di precedenza dei figli maschi nella linea di successione al trono.

Presenti anche i leader delle diverse fedi, omaggio ad una società moderna che gli Anglicani sanno multietnica e multiculturale. Diversa e più intima la celebrazione svoltasi alle 16 al castello di Windsor, nella Cappella di St.George, dove il feretro della sovrana è giunto in macchina accompagnato, come sempre in questi giorni, dall'unica figlia, la principessa Anna. Ad attendere Lilibet, proprio all'ingresso del palazzo dove ha trascorso gran parte di questi ultimi due anni, anche i suoi amatissimi ultimi due cani Corgy, che andranno a vivere con il secondogenito Andrea e l'ex moglie Fergie. Quando il carro funebre percorre la prima parte del lungo viale che porta alla Cappella dove Elisabetta riposerà insieme all'amato marito Filippo, la folla ammutolisce, in un silenzio commosso. Molti, tra gli intervistati dalla Bbc non riusciranno a trattenere le lacrime.

C'è ancora tempo per un ultimo saluto e quando il corteo oltrepassa i cancelli, il pubblico potrà assistere alla cerimonia solo attraverso gli occhi attenti delle televisioni che immortalano la commozione del re - che è anche un figlio in lutto - e il suo ultimo saluto a quella madre a cui si era riavvicinato soltanto in tarda età, il coro e le teste chine sul libro degli Inni degli ospiti presenti.

Prima del congedo finale nella cappella i presenti intonano God Save the King. In serata, dopo 11 giorni di pubblico dolore, forse il primo vero momento privato della famiglia reale, riunita intorno al nuovo monarca. E oggi, il Regno torna alla normalità.

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