Fornero attacca il governo: "No all'allungamento del congedo per i padri"

L'ex ministro del Lavoro interviene sull'idea del governo di allungare da cinque a sei mesi il congedo parentale: "Costi elevati"

Fornero attacca il governo: "No all'allungamento del congedo per i padri"

Mentre il governo è al lavoro per studiare un nuovo congedo parentale, c'è già chi storge il naso. L'idea sarebbe quella di prolungare il periodo di pausa lavorativa fino a sei mesi, riservando un mese per i neo papà. Ad oggi sono previsti cinque mesi di congedo obbligatorio per la madre e, da quanche anno, è stato introdotto anche quello per il padre che dal 2020 salirà da cinque a sette giorni, più un giorno facoltativo che può essere preso solo in sostituzione della madre. Ma le regole potrebbero presto cambiare.

Chi invece si scaglia contro il governo è l'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero. "No ad un allungamento ulteriore del congedo obbligatorio previsto per gli uomini", ha tuonato all'AdnKronos. "Meglio mantenere i cinque mesi attuali concessi alla donna ma con la possibilità che l'uomo possa assentarsi per un mese o che siano i genitori stessi a decidere come ripartirsi il periodo di congedo. Ripristinando anche quel voucher baby sitter 'inopinatamente cancellato'", ha continuato Fornero.

"Spiace dover sempre ricordare la questione dei costi però indubbiamente ci sono e sono anche elevati. Io per prima ho introdotto il congedo di paternità di due giorni più un terzo facoltativo ma ricordo ancora oggi come mi spiegavano che ogni giorno costasse 30 milioni di euro". Quello dei costi è infatti un bel problema che gli addetti ai lavori dovranno tenere ben in considerazione. Quando si é in congedo obbligatorio, l'80% della paga viene versata dall'Inps e non dal datore di lavoro.

"La misura introdotta dalla legge di bilancio che ha portato a sette i giorni di congedo va bene. Ma per aggiungere un mese, che si somma ai cinque previsti per la donna, dobbiamo tener conto del fatto che i nostri periodi di maternità/paternità di congedo sono già tra i più lunghi d'Europa. Quindi forse si poteva articolare un discorso stando nei cinque mesi già previsti dicendo che uno o due mesi potrebbe prenderseli il padre o attribuendo ai genitori la decisione sul tempo da dedicare al bambino appena nato", ha spiegato ancora l'ex ministro del Lavoro.

Ma l'allugamento del congedo, nell'idea del governo, si muoverebbe anche in direzione di un riequilibrio del divario tra gli stipendi degli uomini e quelli delle donne. Nella maggior parte dei casi, sono le donne a occuparsi dei bimbi, ricorrendo sempre più spesso al part time o lasciando persino il lavoro. "Obbligando" invece anche i padri a prendersi cura dei loro figli, si dovrebbero riquilibrare gli stipendi e le carriere. "Allungare il periodo di congedo obbligatorio - ha invece dichiarato Fornero - potrebbe anche essere ulteriormente discriminatorio nei confronti delle donne perché si trova sempre un pretesto per tenerle fuori dal mercato del lavoro o, sotto un altro profilo, sarebbe anche un altro modo di sgravarsi la coscienza e sopperire così ad una offerta di strutture e servizi per la prima infanzia assolutamente insufficiente".

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