Se la politica estera si limitasse al business, sicuramente Donald Trump per sé potrebbe considerarsi soddisfatto, un po' meno potrebbero esserlo gli Stati Uniti (nell'ultimo sondaggio il 57% degli americani non condivide la sua politica economica) e, ancor meno l'Occidente, cioè quell'espressione in cui si riconoscono tutte le democrazie del globo che con The Donald ha perso parte della sua enfasi: la politica dei dazi e dell'energia di Trump - per fare solo due esempi - ha tutt'altro che entusiasmato gli alleati. Se, invece, parliamo di valori, di alleanze, di solidarietà internazionale le ombre aumentano se personaggi come il cancelliere Merz, il primo ministro inglese Starmer, il presidente francese Macron, il primo ministro canadese Mark Carney guardano all'inquilino della Casa Bianca con diffidenza.
Qualcuno dirà che Trump ha messo l'Europa e gli altri partner Nato di fronte alle loro responsabilità, obbligandoli a rendersi autonomi sul piano della difesa e della sicurezza: per raggiungere l'obiettivo, però, non c'era bisogno di minare l'alleanza. Gli avvocati difensori del presidente azzarderanno pure la tesi che dovremmo ringraziarlo. Sarà, ma rivendicare il possesso della Groenlandia non è certo un argomento che aumenta la solidarietà atlantica. Né tantomeno aiuta la coesione tentare di risolvere due guerre che sono ai confini dell'Europa - Ucraina e Gaza - in solitaria. O intessendo relazioni privilegiate con gli aggressori (Putin) o con interlocutori che hanno un rapporto irrisolto con la democrazia (buona parte dei partecipanti al Board of Peace). Una platea che non condivide i valori su cui sono nati gli Stati Uniti 250 anni fa e che nei fatti sulla carta ha rapporti con Washington improntati soprattutto sull'interesse del momento. Tant'è che non tutte le ciambelle di Trump riescono col buco. La pace in Ucraina dopo una miriade di incontri continua a essere una chimera: sono indefinite le garanzie di sicurezza da offrire a Kiev, si pretendono i suoi territori e ci si concentra solo sul business che potrebbero fare sulla pelle di quel paese Stati Uniti e Russia. Intanto la mattanza continua visto che l'Ucraina, che crede in alcuni valori, resiste più di quanto pensasse Putin e forse lo stesso Trump. A Gaza - va riconosciuto - la tregua del presidente Usa ha ridotto le vittime quotidiane ma il Board of Peace è un unicum per caratteri folkloristici e personalismo, c'è un convitato di pietra che sono i palestinesi e si parla soprattutto di affari. Al momento, però, è l'unica cosa che c'è e non è un granché.
Sempre gli affari sono l'argomento principale che caratterizza la soluzione venezuelana non certo il ritorno del Paese alla democrazia. Ieri nel discorso all'Unione, dopo un anno di protagonismo smodato sullo scacchiere internazionale, Trump giura che l'America è più forte. Forse. Sicuramente è più sola.