Una forza militare europea il sogno di Orban e Berlusconi

Nell'incontro col premier ungherese si è discusso anche di pandemia, emergenza migratoria e pressione fiscale

Una forza militare europea il sogno di Orban e Berlusconi

La cucina di palazzo Grazioli si è esibita in uno dei più applauditi «classici»: il menù tricolore. Mai come in questo caso il padrone di casa e l'ospite potevano condividere meglio lo stesso desco. I due tricolori di Berlusconi e Viktor Orban per rinsaldare un'amicizia e una stima reciproca, suggerisce il padrone di casa. Un confronto, quello tra il leader di Forza Italia e il premier magiaro, durato quasi tre ore e finito con l'ospite che ha invitato il prossimo anno Berlusconi in Ungheria.

I temi affrontati: immigrazione, cooperazione militare europea e lotta alla pandemia del nuovo coronavirus. Ma soprattutto un intenso faccia a faccia sul tema della permanenza del partito Fidesz nel Partito popolare europeo. Soltanto il giorno prima, infatti, il coordinamento del Partito si era riunito a Bruxelles per discutere la sospensione di Orban e del suo gruppo politico. Donald Tusk, il presidente, ha annunciato la sospensione di un anno dal gruppo dello stesso Orban. E ieri Berlusconi ha rassicurato l'ospite che si impegnerà al massimo affinché Fidesz resti nell'alveo dei popolari europei. E ha consigliato Orban di fare gesti concreti che manifestino la sua intenzione di rimanere all'interno di quella che lo stesso Berlusconi ha definito «la grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa».

Nel corso del lungo colloquio, cui hanno partecipato anche Antonio Tajani, Valentino Valentini (responsabile esteri di Forza Italia) e Licia Ronzulli, si è parlato a lungo anche dell'ipotesi di creare una forza di intervento militare transnazionale, che renda finalmente l'Europa un soggetto in grado di agire nello scacchiere internazionale. Una simile forza, hanno concordato Orban e Berlusconi, sarebbe un ottimo deterrente e un ottimo strumento per combattere le eventuali (e probabili) ondate di immigrazione clandestina. «Bisogna restituire all'Europa il posto che merita - scrive Tajani sulla sua pagina Facebook per commentare l'incontro - ed è importante che Orban resti nella famiglia dei popolari europei».

Però sono in tanti qui in Italia a voler mantenere un rapporto privilegiato con il premier magiaro. La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ne fa un «campione» del sovranismo. E un esempio da seguire. Ieri era proprio il presidente ungherese l'ospite d'onore del convegno organizzato dalla fondazione National Conservatorism. Con la Meloni a fare gli onori di casa. La stessa Meloni che già quest'estate aveva voluto Orban alla festa di Atreju. E intorno a loro i campioni del sovranismo europeo di destra, come il polacco Ryszard Legutko.

Avrebbe dovuto esserci anche Salvini, che invece ha preferito incontrare privatamente Orban, senza quindi farsi vedere al Plaza. Al loro incontro hanno partecipato anche Giancarlo Giorgetti e i due europarlamentari del Carroccio Marco Zanni e Marco Campomenosi. Lo stesso Giorgetti, spiegano i bene informati, avrebbe convinto Salvini a un profilo più basso durante al visita di Orban in Italia. Segno, dicono, che la Lega si sta riposizionando proprio per evitare di incrociare troppo di frequente nel proprio cammino le crociate di Fratelli d'Italia. Con gli alleati è ancora forte la distanza, d'altronde, sul nome di Fitto come possibile candidato in Puglia per le elezioni regionali. Lo stesso Fitto che ieri era al Plaza anche in qualità di capogruppo a Strasburgo del gruppo Conservatori e riformisti europei.

Insomma il futuro destino della Puglia sembra incrociarsi col ruolo dei conservatori riformisti europei e di come il sovranismo italiano possa essere guidato da due leader (Salvini e la Meloni) che stanno facendo di tutto per smarcarsi e per differenziarsi.

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