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Le foto in manette, la tuta e la derisione social. Ora è nel carcere dei vip

Dopo il viaggio in nave, l'ormai ex leader venezuelano è stato portato in aereo insieme alla moglie Cilia Flores a New York, dove sarà processato per narcotraffico

Le foto in manette, la tuta e la derisione social. Ora è nel carcere dei vip
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Dell'unico vero successo di queste ore difficilmente si vanterà. La tuta griffata che ha indossato sulla nave che lo ha portato in America ha fatto schizzare il fatturato dell'azienda che la produce, la Nike. E la felpa azzurra che portava quando è stato immortalato in mezzo agli agente della Dea ha esaurito gli stock e le richieste online sono fuori controllo. Per il resto, per Nicolas Maduro, c'è davvero poco da festeggiare. La Casa Bianca non ha mancato di mostrare il "trofeo" dai propri account social. Mentre cammina in quello che sembra un ufficio federale scortato dagli agenti, sorridente, in buona salute. E poi seduto, quando ha anche mostrato entrambi i pollici nonostante le manette ai polsi. Prima di essere portato carcere.

Dopo il viaggio in nave, l'ormai ex leader venezuelano è stato portato in aereo insieme alla moglie Cilia Flores a New York, dove sarà processato per narcotraffico. Poi il viaggio in elicottero nella zona ovest di Manhattan dove, con rigidissime misure di sicurezza, è stato condotto negli uffici della Drug Enforcement Administration e infine al Metropolitan Detention Center, il carcere che lo ospiterà. Si tratta di una prigione federale di massima sicurezza, definita "disgustosa" per le sue condizioni e la cronica assenza di personale ma nota soprattutto per aver ospitato personaggi famosi. Su tutti il cantante R. Kelly, l'ex compagna di Jeffrey Epstein, Ghislaine Maxwell, l'ex mago delle criptovalute Sam Bankman-Fried e il magnate della musica Sean "Diddy" Combs ma anche il presunto leader del cartello Ismael "El Mayo" Zambada Garcia. Maduro non sarà certo un detenuto comune ma all'interno del carcere la vita non scorre esattamente serena. Un detenuto è stato accoltellato a morte nel giugno 2024 e un altro è morto in una rissa un mese dopo. Nel 2019 un blackout ha lasciato i prigionieri al buio per una settimana. Chissà che in queste ore Maduro non stia rimpiangendo le ultime mosse da presidente. Il New York Times ha infatti rivelato che pochi giorni fa Maduro ha rifiutato la proposta di Donald Trump di lasciare il potere e scegliere un esilio dorato in Turchia. E lo stesso Trump, ora, lo ha deriso via social, mostrando il discorso in cui Maduro diceva "venite a prendermi".

Ora è in carcere, così come Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela da oltre un anno insieme ad altri connazionali. Sul suo destino cresce l'apprensione in queste ore ma anche la speranza.

"Stiamo lavorando, speriamo che con il cambio di regime e con l'uscita di scena di Maduro si possa riuscire a riportali a casa", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il destino dei tiranni, in fondo è così da sempre: la loro fine può rappresentare un nuovo inizio per tanti innocenti.

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