Stando al titolo a nove colonne sulla prima pagina della Repubblica, finalmente si vede a occhio nudo quanto è dura per i cristiani in Israele. Anzi, è "uno shock" per tutta la cristianità e soprattutto per il cardinale Pizzaballa, disegnato come un eroe "in conflitto con Netanyahu sugli orrori di Gaza" e per questo impedito dai malvagi ebrei di andare a pregare al Santo Sepolcro. Così, per impedire ai cristiani di pregare, di vivere. L'evidente pericolo di essere bombardato dagli iraniani che mirano di continuo a Gerusalemme e hanno già colpito la città Vecchia, ha proibito l'accesso alle moschee, alle sinagoghe e anche al Santo Sepolcro... ma l'Iran è messo in ombra dalla crudeltà israeliana. Il suggerimento implicito per gran parte dell'informazione italiana è: poveri cristiani nelle mani degli ebrei. Infatti, guardiamo alle cifre: nel 1948 erano circa 30mila in tutto, oggi quasi toccano i 200mila. Un caso di genocidio evidente, direbbe Albanese. I cristiani in Israele, fioriscono. Prendiamo poi una città molto importante per i cristiani, perché vi è nato Gesù: Betlemme. Nel 1993, anno degli accordi di Oslo, cioè quando la cittadina passava in mano all'Autonomia Palestinese e Israele si ritirava in buon ordine la popolazione cristiana era il 60-65%, oggi siamo arrivati al 15%. Cristiani in fuga dal dominio palestinese con persecuzioni e ruberie, col disprezzo per i costumi femminili. La reazione di stampa all'episodio di Gerusalemme è stata paradossale, e ha riflettuto speriamo in modo evidente il gioco di fantasia antisemita cui assistiamo dal 7 ottobre: una difesa immaginaria di poveri perseguitati deboli e indifesi che si trasforma invece in aggressione contro gli ebrei. Qui la quinta immaginaria è stato uno scenario da cui è assente l'Iran e il suo bombardamento e appare un mostro sionista anticristiano. La verità è che i cristiani d'Israele sono in pieno possesso dei loro luoghi di culto. Sono invece gli ebrei nei Paresi arabi che sono spariti: inseguiti, perseguitati, uccisi. Su di loro, non si sente mai una parola; sui cristiani perseguitati e uccisi nei Paesi islamici, nemmeno.
Da cardinale, prima di accusare gli ebrei di perseguitare i cristiani, sarebbe meglio pensarci due volte: i cardinali che hanno dato gli ebrei alla fiamme o hanno guidato i pogrom o hanno taciuto di fronte allo sterminio non sono ancora stati dimenticati. I missili iraniani sono molto pericolosi, chi li spara da 47 anni cerca il sangue degli infedeli. Tutti. Persino su quella che dovrebbe essere la loro sacrosanta Moschea di al Aqsa o al Santo Sepolcro.