Il futuro dell'ambiente, Meloni: "Coniugarlo con la crescita economica"

Dalla conferenza “Mondo Rurale: Biodiversità fragile e nascosta” organizzata dal Gruppo Ecr al Parlamento europeo è emerso un nuovo approccio per la tutela dell'ambiente che si intreccia con lo sviluppo socio-economico

Il futuro dell'ambiente, Meloni: "Coniugarlo con la crescita economica"

Mai come quest’anno la Giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno è al centro del dibattito politico e mediatico. La gestione dei fondi del recovery fund di cui un’ingente percentuale destinata all’ambiente, il Ministero della transizione ecologica del governo Draghi, il tema del new green deal, sono argomenti attuali che impongono una riflessione profonda sul futuro non solo del nostro pianeta ma anche dell’Italia in materia ambientale. Davanti a noi si dipanano due strade: da un lato un approccio ideologico rappresentato da Greta Thunberg e da organizzazioni come i Fridays for Future che cercano di imporre stili di vita e idee che spesso nulla hanno a che fare con l’ambiente, dall’altro una visione che abbia a cuore il futuro della terra senza però dimenticare chi siamo, da dove veniamo e le implicazioni socio-economiche della transizione ecologica. Questo secondo scenario è emerso dalla conferenza “Mondo Rurale: Biodiversità fragile e nascosta” organizzata dal Gruppo Ecr al Parlamento europeo e promossa dall’eurodeputato Pietro Fiocchi da sempre attento a questi temi che ha stigmatizzato “L’approccio sinora adottato” nei confronti “delle specie invasive come il cinghiale, la nutria e i corvidi, un problema che sta creando enormi danni all’agricoltura, ma anche perdita di vite umane e di biodiversità” definendolo “ideologico e distante dalla realtà”.

Numerosi gli interventi di spessore tra cui il Commissario Europeo all’Ambiente Virginijus Sinkevicius, il direttore Generale all’Agricoltura della Commissione Ue Mihail Dumitru, il sottosegretario del Ministero per la Transizione Ecologica Ilaria Fontana, ol vice presidente Coldiretti David Granieri, il presidente di Wilderness Italia Giorgio Salvatori, il vice presidente F.A.C.E David Scallan. Particolarmente interessanti gli interventi dell’onorevole Fiocchi e dell’eurodeputato e responsabile del dipartimento Ambiente di FdI Nicola Procaccini che ha ricordato il tema del “conservatorismo verde” e lanciato l’idea di una grande iniziativa sul tema della natura e dell’ecologia che si terrà a luglio “per esporre il Manifesto dell’ecologia conservatrice. Nessuno più di noi è in grado di preservare l’ambiente e al contempo il sistema produttivo e la qualità della vita”.

Ad aprire i lavori è stata il presidente dei conservatori europei Giorgia Meloni che ha ricordato come “la sfida che abbiamo davanti è coniugare ambiente e crescita economica” aggiungendo: “Crediamo che le imprese debbano essere accompagnate verso la transizione ecologica. Su questo è giusto porsi degli obiettivi, anche ambiziosi, a patto però che quelli obiettivi siano realistici”. Giorgia Meloni ha poi specificato: “La transizione deve essere graduale e imporla a colpi di nuovi oneri alle aziende è un errore che produce altra povertà e perdita di posti di lavoro. Bisogna rimettere ordine negli incentivi sulle rinnovabili e investire nei carburanti alternativi ma sempre nella logica della neutralità tecnologica e del mix energetico. Infine il paesaggio, come fattore identitario e di attrattività turistica, che va preservato senza alcun tipo di ideologismo”. Le direttive entro cui deve operare un conservatorismo verde sono essenzialmente tre: il rapporto tra uomo e natura senza dimenticare la nostra identità e tradizione, la necessità di coniugare le esigenze della natura con quelle dell’economia e delle imprese e tenere in considerazione le esigenze sociali dei ceti più deboli che non possono rimetterci per una visuale che troppo spesso dimentica non solo la fragilità della natura e del mondo rurale ma anche quella umana.