La "gaffe" del ministro all'istruzione: "L'ho imparato ieri..."

Il ministro dell'Istruzione dopo il giuramento: "La nomina? L'ho imparato ieri...". E sui social impazza l'ironia

La "gaffe" del ministro all'istruzione: "L'ho imparato ieri..."

Un esordio non particolarmente promettente, quello del nuovo ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi il quale, fresco fresco di nomina, ha commesso due errori grammaticali in sequenza che di certo non ci si attenderebbe di udire da chi ricopre un incarico come il suo.

Certo, c'è chi ha fatto di peggio al governo. Impossibile dimenticare le prestazioni dell'attuale e riconfermato ministro degli Esteri Luigi Di Maio, scivolato in numerose occasioni in particolar modo sull'uso del congiuntivo, forse a causa della mente obnubilata dall'eccesso di informazioni relative all'apprendimento della lingua inglese, un percorso comunque ancora decisamente in salita per l'uomo del "mai col partito di Bibbiano".

Anche il professor Bianchi, che ha preso il posto di Lucia Azzolina al timone del delicatissimo dicastero di Viale Trastevere, ha dato un suo piccolo contributo, inciampando per ben due volte in pochi minuti dinanzi ai cronisti che lo intervistavano.

"Quando ha saputo che sarebbe stato scelto come ministro?", domanda uno dei giornalisti presenti poco dopo la sua nomina. "L'ho imparato ieri sera, stavo con degli amici, stavamo lavorando", risponde il neo eletto professore ferrarese. "Non si dovrebbe dire 'appreso' in questo caso?", chiede qualcuno su Twitter. Tutto ok, tranquilli, si tratta di un errore dovuto semplicemente all'emersione di un elemento dialettale. In alcune zone dell'Emilia Romagna (compreso quindi il ferrarese), si utilizza "l'ho imparato" anziché il più corretto "l'ho appreso", come nel caso sopra citato. Questa, per lo meno, è la spiegazione fornita sui social da alcuni internauti.

Il problema è che il professor Bianchi non si è limitato a questa "imprecisione". "Ho trovato della bella gente, speriamo che faremo tutti bene", replica a quanti gli chiedono che cosa si aspetti dalla nuova esperienza. L'orecchio stride un po' anche in questo caso, ma la questione dialettale non interviene nuovamente in soccorso del ministro dell'Istruzione quale scusante.

L'inizio non è certo dei più incoraggianti, ma l'ex rettore dell'università di Ferrara tira dritto e continua a replicare ai giornalisti. "Partiamo da quello che c’è, da una situazione difficile che riusciremo ad affrontare".

Dopo aver spiegato di essere "emozionato e anche conscio della quantità di lavoro che dovremo fare", Bianchi ha affrontato la delicata questione della possibilità di ritornare alle lezioni in presenza negli edifici scolastici dello Stivale: "È a questo che stiamo lavorando", conclude il neo eletto ministro.

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