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"Hai sentito cosa ha detto?" Spunta la "data x" per la crisi

Subito dopo l'Epifania potrebbe venire giù tutto. Renzi sfida ancora il premier. E Giuseppi è sempre più nell'angolo

"Hai sentito cosa ha detto?" Spunta la "data x" per la crisi

"Presidente, lo hai sentito parlare al Senato? Renzi sta per aprire la crisi di governo. Dobbiamo prevenirne le mosse". È questo l'allarme che due ministri hanno lanciato personalmente a Giuseppe Conte, che è stato invitato a iniziare a studiare i prossimi passi qualora Italia Viva dovesse staccare la spina e determinare la fine dell'esperienza giallorossa. Il premier però resta convinto che alcuni ritocchi al Recovery Fund, una cabina di regia più allargata e qualche poltrona da sottosegretario possano bastare per far calmare le acque. "È chiaro che non lo conosce", lo avverte chi il fondatore di Iv lo conosce veramente bene. Non mancano gli indizi secondo cui a inizio 2021 si aprirà una crisi, così come gli stessi renziani non nascondono: "All'Epifania al film Conte bis mettiamo la parola the end".

Il presidente del Consiglio ne parla già da tempo con i suoi consiglieri, meditando una sorta di minaccia verso chi sta continuando a mettergli il bastone tra le ruote: "Come la spiegherebbe Renzi agli italiani?". "Non mi fido", ha confessato a un esponente del Partito democratico. Come si legge su Quotidiano Nazionale, due ministri lealisti gli hanno consigliato di anticipare le mosse del leader di Italia Viva, magari presentandosi davanti alle Camere e chiedendo un voto di fiducia dopo aver messo tutti all'angolo con una domanda chiara: "Volete davvero assumervi il peso di far cadere il governo in piena pandemia e farlo con Salvini?".

Cosa può succedere

Intanto Renzi, lasciandosi sfuggire una battuta con un deputato, dietro le quinte crea ancora instabilità: "Meglio stare fuori dal Parlamento che dentro questo governo". Punta sempre sul fatto che un'eventuale rottura sarebbe più che spiegabile: non sfruttare le opportunità irripetibili del Recovery Fund sarebbe un errore tale da giustificare la crisi. "Io mi sto giocando l’osso del collo sui contenuti non su beghe politiche", ha aggiunto ai suoi. Non potrebbero mancare comunque i colpi di scena. Attenzione infatti alla mossa a sorpresa: Italia Viva potrebbe uscire dall'esecutivo, ma per senso di responsabilità potrebbe non togliere la fiducia.

Conte spinge per parlamentarizzare l'eventuale crisi, così come fece con Matteo Salvini ad agosto 2019. Ma le parole di Renzi tuonano sempre di più: "Io non sono Salvini, non mi faccio mettere in un angolo". C'è chi, come Goffredo Bettini del Pd, sostiene la necessità di un rimpasto. Per ora il premier non ne vuole sentir parlare, anche perché la mossa potrebbe non bastare. Si andrà al voto o si troverà una nuova maggioranza in Parlamento? Il Partito democratico - riporta il Corriere della Sera - resta dell'idea che il ritorno alle urne sia la via maestra, visto che un ipotetico gruppo di responsabili non rappresenterebbe un'alternativa solida e concreta: "Non è pensabile che con la pandemia in corso e il Recovery Plan si metta su una maggioranza raccogliticcia".

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