Lerner molla "Repubblica": non mi paga quanto merito

Il giornalista lascia il gruppo "Espresso": si lamenta per i compensi ritenuti non adeguati alle prestazioni

Lerner molla "Repubblica": non mi paga quanto merito

C'è soltanto una cosa, per certi uomini, che vale più dell'amicizia, più dei princìpi, più delle idee, persino più dell'ideologia. E non sono le donne.

Davanti al denaro, anche la più granita concezione del mondo, anche il legame di sangue, a maggior ragione quello semplicemente professionale, frana.

La testata online Prima comunicazione , ieri, ha dato notizia del fatto che Gad Lerner non scriverà più per Repubblica , interrompendo una collaborazione che durava da dieci anni. Perché? Perché non si vede riconoscere dall'azienda editoriale compensi adeguati. Lo pagano troppo poco insomma. A pensarci bene, un vero affronto. #largoaigiovani .

Da Beirut a largo Fochetti, andata senza ritorno, Gad Lerner dopo una carriera giornalistica spedita e gloriosa sull'asse Lotta Continua , Il Lavoro di Genova, Radio Popolare , il manifesto , L'Espresso e Raitre chiude il rapporto di lavoro con il quotidiano di riferimento della Sinistra intellettuale, che durava dal 2005. Come racconta Prima comunicazione , si tratta di «una scelta meditata e sofferta» perché il giornalista ha sempre considerato il gruppo che fa capo a Carlo De Benedetti la sua famiglia professionale, avendo cominciato a lavorare per il gruppo Espresso nel 1983.

Nessun problema nei rapporti con il direttore del quotidiano, Ezio Mauro, con cui l'amicizia rimane inalterata - tiene a precisare Lerner - ma il casus belli è «il fatto di non vedersi riconoscere dalla casa editrice compensi adeguati alle prestazioni professionali» (e ci piacerebbe sapere l'ammontare della non adeguata retribuzione).

L'amaro sfogo di Gad non potrà non trovare la comprensione e il plauso degli anonimi e numerosi stagisti e collaboratori che, nelle testate di tutta Italia, da Catania a Milano, dalla carta al web, sono pagati - quando va di lusso - 30 euro al pezzo. Lordi. Ieri migliaia di blogger (gratuiti) hanno osservato un minuto di raccoglimento.

Dopo aver alleggerito il lavoro a La7 (ma non era la televisione a non volere più lui, era lui a non volere più la televisione) Gad Lerner aveva via via intensificato la propria attività per Repubblica con inchieste, interviste, reportage. Così da pensare di meritare un adeguato riconoscimento economico. Alle sue richieste però non è arrivata nemmeno una risposta dall'amministrazione. Cosa abbastanza stucchevole. Del resto, sia detto per inciso, l'ufficio del personale nelle aziende giornalistiche non brilla per tatto. È risaputo - è solo l'esempio recente più eclatante - che quando Ferruccio de Bortoli, il 30 aprile scorso, dopo 12 anni e due direzioni del Corriere della Sera , ha lasciato definitivamente il suo ufficio di via Solferino, qualcuno dell'amministrazione ha pensato di chiedergli indietro il telefono e il tablet aziendali. Come risparmiare 50 euro e sprofondare nel grottesco.

Comunque, tornando a Gad Lerner: capita la mala parata, il famoso ma non abbastanza valorizzato giornalista ha deciso che era meglio abbandonare Repubblica e dedicare più tempo al proprio lavoro con il gruppo Feltrinelli (quindi in sostanza non è Repubblica che non vuole più lui, è lui che non vuole più R epubblica ) concentrandosi sui temi che da anni lo vedono militare a sinistra, come le questioni riguardanti i Paesi del Medio Oriente, l'immigrazione, la lotta al razzismo. E, si immagina, da domani, l'equa retribuzione del lavoro intellettuale.

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