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Il giudice del mercato

La storia di Chiara Ferragni alla fine ci ricorda proprio questo. Il passo falso sui pandori non diventa pena

Il giudice del mercato
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Il mercato, se non corrotto dal potere, è un giudice severo e netto, senza troppe sfumature. È veloce, non guarda ai privilegi e tende a colpire dove fa più male. La storia di Chiara Ferragni alla fine ci ricorda proprio questo. Il passo falso sui pandori non diventa pena. La truffa era perseguibile solo su querela e dopo la rinuncia di Codacons non c'era più nessuno a puntare l'indice. Tutto si è risolto pagando turlupinati e indignati, una somma che si aggira sui 3,4 milioni di euro. C'è però un'altra giustizia e non è quella divina. È la legge antica della reputazione. È l'architrave etico del capitalismo, quello che con il tempo abbiamo dimenticato, messo da parte, come se fosse possibile fregarsene davvero di tutto senza mai pagare dazio. Allora bisogna tornare a Francesco Datini, mercante di Prato, mercante del Trecento, passato alla storia per il suo meraviglioso archivio di 130mila lettere commerciali e 500 libri contabili. È lui che da un passato remoto ci ricorda che i ricchi non sono al di là del bene e del male. La sua avventura non è così diversa da quella di Chiara. Il padre, venditore al dettaglio di generi alimentari, gli lascia una piccola casa, un pezzo di terra e 47 fiorini. Datini vende tutto per 150 fiorini e lascia Prato per Avignone, lì dove c'era la corte papale. Datini è razionale e audace. È lui che inventa il sistema delle società multiple e legalmente distinte e aveva anche l'abitudine di assicurare la sua merce. Il consiglio che lascia al figlio è però di non perdere mai la faccia. Il mercato si basa sulla fiducia. Se hai fama di imbroglione nessuno comprerà la tua merce. È quello che è successo a Chiara Ferragni. Il marchio dell'influencer non è più una garanzia.

Il pandoro Balocco Pink Christmas venduto a 9,37 euro invece di 3,68 con la scusa di raccogliere fondi per l'ospedale Regina Margherita di Torino segna la sua caduta. La reputazione sporcata le ha fatto perdere fama, soldi, tanti soldi, e dignità. È la condanna del mercato, giudice senza toga.

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