Giustiziato e legato dentro la sua auto. Giallo nel Torinese

Giallo sulla collina torinese, dove un uomo è stato giustiziato con cinque colpi di pistola, dopo essere stato imbavagliato e legato. La vittima - Luciano Ollino (nella foto), consulente finanziario di 60 anni che viveva a Moncalieri - è stato trovato morto, seduto sul lato passeggero della sulla sua auto, parcheggiata in una strada sterrata sulla collina tra Torino e Moncalieri. Da diverse ore non dava più notizie di sé e a lanciare l'allarme era stata una delle due figlie, preoccupata perché il padre era solito avvertire quando faceva tardi per lavoro.

I carabinieri stanno battendo ogni pista per trovare un movente che possa risolvere il giallo, passando al setaccio la vita di quest'uomo apparentemente mite e sereno. Almeno così lo descrivono parenti ed amici agli investigatori, che sperano di trovare indizi utili controllando telecamere, computer e tabulati telefonici. Una delle ipotesi degli inquirenti è che Ollino si sia infilato in qualche trattativa poco chiara e abbia pestato i piedi a qualcuno che ha poi deciso si fargliela pagare ed è quasi certo che in macchina con lui, ci fosse piu di una persona.

«Era un buono, ma anche un pasticcione - ha raccontato un amico della vittima -. Glielo dicevo di stare attento, forse si è infilato in qualche cosa più grande di lui e ha dato fastidio a qualcuno». All'attività di consulente finanziario, Ollino affiancava anche altri interessi economici, come la compravendita di immobili e terreni, ed è lì, in quell'ambiente, che ora gli investigatori starebbero cercando.

Vedovo da diversi anni, la vittima viveva in una grande villa a Moncalieri, con le due figlie, una di 25 anni che lavora in una finanziaria a Parigi ed era rientrata a casa pochi giorni fa, e un'altra appena maggiorenne. Dopo che la madre era morta, per una malattia incurabile, papà Luciano era il loro unico punto di riferimento e ora sono disperate: «Non riusciamo a immaginare chi abbia potuto uccidere nostro padre in un modo così terribile. Vogliamo sapere la verità, anche perché ora abbiamo paura».

Per svelare il giallo gli investigatori - guidati dal pubblico ministero Ciro Santoriello - dovranno ricostruire gli ultimi giorni di vita di Ollino, identificando le persone che ha incontrato e con le quali ha stipulato contratti e fatto affari in questi ultimi mesi, nonostante il lockdown. Forse davvero il promotore finanziario dal viso buono e dalla vita tranquilla, è caduto in un giro più grande di lui. Magari avrà pensato di avere tra le mani l'affare della sua vita, e invece ha dato fastidio a qualcuno. Perché per morire con cinque colpi di pistola in testa deve averla combinata proprio grossa.

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