Qualunque cosa accadesse nell'area della Sampdoria, con relativo e successivo gol, la domanda, in automatico,di Vujadin Boskov era sempre la stessa: "Ma chi è stato? Pagliuca?". Bene, oggi abbiamo Pagliuca 2.0, al secolo Bastoni Alessandro da Cortemaggiore. Non è soltanto una questione di gol, errori e omissioni, c'è altro, molto altro. Non c'è storia nella quale il difensore non sia cascato, con tutti i piedi e i gomiti. La gente interista protegge il milite noto: "Salviamo il soldato Bastoni", dovunque il ragazzo si esibisca partono fischi e contumelie. E pensare che la Regione Lombardia lo aveva scelto per l'assegnazione del premio Rosa Camuna, riconoscimento che si spiega "per l'impegno, l'operosità, la creatività e l'ingegno di coloro che si siamo particolarmente distinti nel contribuire allo sviluppo economico, sociale, culturale e sportivo della Lombardia". Nessuno ha chiarito quale tipo di sviluppo abbia affrontato, semmai gli è rovinato addosso la qualunque. Bastoni ormai ha le stigmate, non del santo ma del diavolo, si porta appresso gesta e gesti, la gomitata a Duda, la simulazione con Kalulu accompagnata dall'urlo di godimento per la pena altrui, l'espulsione fantozziana e storica con la Bosnia, addirittura l'ultimo fango a Milano, quello dello scandalo delle escort, vicenda nella quale è stato tirato dentro assieme ad altri colleghi. Tira una brutta aria, dovunque volano fischi e minacce, Alessandro, di ruolo è difensore anche se ama l'azione d'attacco ma è un uomo solo e nemmeno al comando, fino a qualche mese fa era uno dei più forti al mondo, lo cercava il Barcellona oggi lo cercano i cronisti per conoscere tutta la verità, per fortuna c'è lo scudetto ad addolcire il momento acido, forse un trasloco all'estero potrebbe aiutarlo a vivere meglio.
Del resto, per non farsi mancare nulla, era stato lui medesimo a dire: "Per la gente in generale il sacrificio è solo dell'operaio e del muratore che si sveglia alle sei di mattina, invece a noi nessuno ridarà indietro il tempo che perdiamo". Giusto. Infatti c'è il recupero. Eventualmente i supplementari.