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Governo in fretta: Meloni-Berlusconi si incontrano già oggi a Roma. "Nessuna crisi"

Scelta la sede del vertice: via della Scrofa, sede di Fratelli d'Italia. Ronzulli: "Il mio caso non esiste, andremo uniti al Quirinale"

Governo in fretta: Meloni-Berlusconi si incontrano già oggi a Roma. "Nessuna crisi"

È la settimana decisiva per il governo e dentro Forza Italia le «colombe» hanno molto lavorato per organizzare un incontro tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi che superi le tensioni. La premier in pectore e il leader azzurro ieri si sono parlati per telefono e oggi si vedranno faccia a faccia, nella sede di FdI a via della Scrofa.

Il tempo è davvero poco, visto che domani si eleggeranno i capigruppi e mercoledì vicepresidenti, questori e segretari di Camera e Senato, scelte strettamente legate alla formazione del governo che a fine settimana dovrebbe essere definito.

Ad Arcore, il leader azzurro si è convinto che lo scontro con la premier in pectore non paga, lei ha il suo carattere, vuole imporsi, la mediazione non è forse la sua dote migliore e da leader incontrastata di un partito deve ancora imparare ad essere leader di coalizione, capace di trovare sempre una sintesi. Quindi l'unica è cercare di ragionarci e convincerla. «La crisi non la vuole nessuno, la soluzione è inevitabile - si ragiona nell'entourage di Berlusconi -, da lunedì (oggi, ndr) si ricomincia a discutere per chiudere l'accordo in settimana».

Lo storico consigliere del Cav, Gianni Letta, accorso accanto all'amico a Villa Grande, in queste occasioni di solito riesce a fare piccoli miracoli. E a ricucire ha pensato molto il vicepresidente Antonio Tajani. Anche i figli maggiori del Cavaliere, Piersilvio e Marina, sabato a Villa San Martino hanno detto chiaro e tondo che bisogna ritrovare l'accordo e fare il miglior governo possibile. I «falchi» nel partito, insomma, sono in minoranza al contrario dell'infuocata riunione di giovedì nella sala del governo in Senato in cui imposero al gruppo di disertare le urne, con le conseguenze note. «Il mancato voto di Fi per l'elezione di La Russa alla presidenza - spiega il senatore e sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto-, è stato un gesto di affetto e protezione nei confronti di Berlusconi, che lamentava di non essere stato trattato bene nelle trattative per la formazione del governo Meloni. Fra amici mandarsi a quel paese è un must, episodi così devono accadere per rafforzare la coalizione, la mancanza di sottotitoli legittima altro, una virgola viene scambiata per punto esclamativo» . Di Sisto si è parlato a proposito di uno dei ministeri più delicati, quello di via Arenula, ambito da Fi ma di più da FdI che punta su Carlo Nordio.

Meloni non avrebbe gradito il suo nome e sarebbe stato fatto quello di Elisabetta Casellati, che potrebbe andare però in un altro dicastero. Per essere soddisfatto Berlusconi pretende di non essere marginalizzato rispetto alla Lega, il che si traduce in 5 ruoli e in buona parte di peso. Oltre agli Esteri per Tajani, per compensare un'eventuale rinuncia alla Giustizia, dopo quella della Salute per Licia Ronzulli, servirebbe lo Sviluppo economico, magari per Gilberto Pichetto Fratin.

Ma per arrivare al risultato ci vorranno nervi saldi e sapienza diplomatica oggi all'incontro romano. Dev' essere superato l'inciampo del voto a Palazzo Madama e poi degli appunti «carpiti» dai teleobiettivi a Berlusconi, con giudizi poco lusinghieri verso la prossima presidente del Consiglio, per guardare al futuro. Sull'urgenza della composizione del nuovo governo è intervenuta anche la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli: «Il caso Ronzulli. L'Italia ha bisogno di avere un governo al più presto, con una squadra di alto profilo, sostenuta da una coalizione di centro-destra unita, coesa e compatta, così come si è presentata agli italiani e così come ci hanno chiesto gli italiani. Nella squadra di governo, Forza Italia dovrà avere un ruolo importante e andremo uniti al Quirinale».

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