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Il governo: "Mai". Col centrodestra taglio del cuneo e record di occupati

La maggioranza rivendica i risultati con la ricetta opposta: riduzione delle aliquote, abbassamento del costo del lavoro, esoneri contributivi per le donne

Il governo: "Mai". Col centrodestra taglio del cuneo e record di occupati
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Elly Schlein rilancia la proposta di una patrimoniale sui grandi patrimoni, riaprendo il confronto tra due visioni opposte dell'economia. Da una parte chi ritiene che le disuguaglianze si combattano aumentando le imposte e redistribuendo la ricchezza; dall'altra il governo guidato da Giorgia Meloni, che in questi anni ha puntato su riduzione delle tasse, occupazione e crescita.

Mentre la segretaria del Pd torna a proporre nuove imposte, il governo rivendica quella che definisce la più ampia riduzione fiscale degli ultimi vent'anni. La riforma dell'Irpef ha ridotto da quattro a tre le aliquote, accorpando i primi due scaglioni e portando al 23% l'aliquota fino a 28 mila euro. Contestualmente è stata abbassata dal 35% al 33% l'aliquota per i redditi compresi tra 28 e 50mila euro.

A questa misura si è affiancato il taglio del cuneo fiscale. Per i redditi fino a 20mila euro è stato introdotto un forte alleggerimento contributivo, mentre per quelli compresi tra 20 e 40mila euro è stata prevista una detrazione fiscale fino a 1.000 euro annui. L'obiettivo? Aumentare il reddito disponibile dei lavoratori in una fase segnata dall'inflazione.

La linea dell'esecutivo è stata quella di intervenire sul lavoro. Non a caso l'occupazione in Italia ha superato quota 24 milioni di occupati, raggiungendo il livello più alto mai registrato nelle serie statistiche nazionali.

Anche sul fronte delle imprese la strategia è stata quella di incentivare assunzioni e investimenti. Per favorire l'occupazione è stata introdotta una maxi-deduzione del costo del lavoro pari al 120%, che può arrivare al 130% per particolari categorie di lavoratori. Parallelamente sono stati previsti esoneri contributivi fino al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35 e donne svantaggiate, con incentivi che possono raggiungere i 650 euro mensili per due anni.

Per i lavoratori dipendenti sono state rafforzate diverse agevolazioni fiscali. L'imposta sostitutiva sui premi di produttività è stata ridotta progressivamente fino all'1%, mentre la soglia agevolabile è stata innalzata da 3.000 a 5.000 euro. È stata ampliata la soglia di esenzione per i fringe benefit fino a 2.000 euro per le famiglie con figli e aumentato da 8 a 10 euro il limite di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici.

Per le famiglie sono stati rafforzati bonus mamme, congedi parentali e bonus nido fino a 3.600 euro annui. È stato inoltre modificato il calcolo dell'Isee escludendo la prima casa fino a un valore catastale di 91.500 euro, favorendo l'accesso alle prestazioni sociali. Prorogate anche le agevolazioni per il mutuo prima casa, rifinanziata la Carta Dedicata a Te con 500 milioni e introdotto uno sconto del 25% sulla Tari per le famiglie in maggiore difficoltà economica.

Un altro intervento rivendicato dalla maggioranza riguarda partite Iva e professionisti: la soglia del regime forfettario è stata innalzata fino a 85 mila euro di fatturato.

Per il governo, tutti questi interventi rispondono a una logica precisa: non colpire il patrimonio accumulato dai cittadini, ma creare condizioni favorevoli per produrre nuova ricchezza.

"La sinistra è unita soltanto quando si tratta di mettere le mani nelle tasche degli italiani. Finché Forza Italia sarà al governo non ci sarà mai una patrimoniale", commenta il vicepremier Antonio Tajani. Sulla stessa linea Francesco Filini, responsabile Programma e Ufficio Studi di FdI: "Nonostante il peso del Superbonus, le guerre e l'inflazione - commenta con Il Giornale - il governo è riuscito a ridurre significativamente le tasse e mantenere i conti in ordine. Solo con la revisione delle aliquote e il taglio del cuneo sono stati lasciati 21 miliardi nelle tasche dei lavoratori.

Una gestione oculata che ha raccolto la fiducia degli investitori, innescando un circolo virtuoso che ha portato spread, Borsa italiana e principali indicatori a livelli record. Continueremo a muoverci nella direzione opposta rispetto a chi considera la patrimoniale la risposta ai problemi del Paese".

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