Il governo s'interroga sull'obbligo. Medici, il Cts spinge per la stretta

La ministra De Micheli: "Imporlo? È un'ipotesi". I dubbi nel Pd e nel M5s. Ricciardi: "Un dovere per il personale sanitario"

Il governo s'interroga sull'obbligo. Medici, il Cts spinge per la stretta

Nel governo inizia a farsi strada l'ipotesi dell'obbligo di vaccinazione anti-Covid, molto probabile per alcune categorie particolarmente esposte come il personale sanitario, ma non escluso neppure come misura estesa a tutta la popolazione. Non c'è una linea univoca e neppure una decisione ancora perché si aspetta di vedere come va la campagna vaccinale, contando nell'adesione spontanea. Ma se le cose dovessero andare in un altro modo non è affatto esclusa la linea dura e l'introduzione dell'obbligo di vaccinarsi. Lo dice apertamente il ministro Paola De Micheli (Pd), «non lo escludo (l'obbligo, ndr), noi abbiamo scelte collettive da prendere e le prenderemo. Ma in questa fase il governo ha la responsabilità di portare avanti una grande campagna di informazione». Quindi per ora si spiegherà agli italiani che non ci sono rischi a vaccinarsi, senza obbligo, poi però si vedrà. L'ipotesi però è controversa, nello stesso Pd le valutazioni sono molto diverse. «In questo momento l'obbligatorietà potrebbe essere persino un problema rispetto alla volontà di vaccinare il maggior numero di persone possibili» commenta il governatore dem dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, «sono molto confortato dal 95% di operatori sanitari che hanno risposto di sì subito. Confido che vi sia una risposta altrettanto forte degli emiliano-romagnoli». La sensibilità nel governo e nei partiti di maggioranza è molto variegata su questo tema. Il ministro della Salute Roberto Speranza è contrario all'obbligatorietà («Il Paese si spaccherebbe in due curve di ultrà. Non risolveremmo il problema, lo aggraveremmo»), come anche Di Maio, mentre il viceministro alla Salute, il grillino Sileri, non lo esclude («inevitabile se non arriveremo a vaccinare due terzi degli italiani»), per Renzi si potrebbe imporlo «almeno a medici e infermieri», e per la sinistra governativa di Leu «ci sono alcune categorie sulle quali la discussione sull'obbligatorietà del vaccino anticovid non deve essere un tabù» dice il portavoce di Sinistra Italiana e deputato Leu Nicola Fratoianni. Anche nel centrodestra ci sono opinioni differenti anche se la linea prevalente, da Lega a Fi e Fdi, è quella di non prevedere alcun obbligo ma solo di informare adeguatamente gli italiani. Diverso invece il caso dei governatori leghisti di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, che propongono l'istituzione di un passaporto sanitario.

È probabile che per medici, infermieri (e forse per alcune categorie di dipendenti pubblici e per il personale scolastico) verrà fatto un ragionamento ad hoc, più restrittivo rispetto al resto della popolazione. Il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, propone che il vaccino sia obbligatorio per medici, infermieri e personale sanitario. Una strada che anche Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l'emergenza coronavirus, se l'obbligo morale e professionale non basterà, dice, allora «bisogna procedere con l'obbligo se vogliono lavorare a contatto con i pazienti».

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