"Lo ha ritirato definitivamente". La verità sul libro di Speranza

Il ministro Speranza disse: "Uscirà quando potrò presentarlo". Ma alle librerie è arrivato un messaggio diverso

"Lo ha ritirato definitivamente". La verità sul libro di Speranza

Vi sarete chiesti se e quando il libro di Roberto Speranza verrà pubblicato. Doveva arrivare sugli scaffali lo scorso 22 ottobre, poi qualcosa è andato storto. Le librerie lo hanno ricevuto ma non hanno potuto venderlo. All’inizio la distribuzione è stata sospesa, si parlava di un rinvio. Poi? Poi è successo che il tema ha perso centralità mediatica e così non se ne parla granché. Ma non sembra vero, come dichiarato ufficialmente dal ministro, che il volume arriverà sugli scaffali quando lui potrà girare l’Italia per presentarlo.

Breve cronistoria. Il 22 ottobre alcuni fedeli lettori di Speranza sono convinti di poter acquistare l’ultima fatica dell’esponente di Leu. Vanno in libreria e restano interdetti: non c’è. Ai cronisti di Report alcuni librai assicurano che è stato solo rimandato e immediata scoppia la polemica politica. Sono i giorni della recrudescenza del virus, della nuova curva dei contagi, dell’estate spensierata scacciata via da una nuova ondata di morti e infetti. La pubblicazione di un libro dal titolo “Perché guariremo” stona un po’ con la criticità del momento: parla della pandemia come se fosse già alle spalle, quando non è così. Soprattutto se qualcuno alza il ditino per far presente che, forse, durante una pandemia un ministro dovrebbe occuparsi di gestire l’emergenza e non di inseguire velleità letterarie.

La versione ufficiale, fornita ai media dal portavoce Nicola De Duce, è questa: "Il libro è stato pensato per aprire un dibattito sul futuro del servizio sanitario nazionale. E i suoi proventi sono destinati alla rete dell'Ircss, l'Istituto superiore di ricerca. Sarà pubblicato quando il ministro avrà il tempo da dedicare alla sua presentazione. Oggi ogni energia è impegnata nella gestione dell’emergenza”. Speranza lo ha ribadito anche di fronte alle telecamere de Le Iene in un servizio di metà novembre: “Non ho il tempo per presentarlo”, assicura. Come a dire: quando tutto sarà finito, allora lo avrete.

Eppure le indicazioni fornite alle librerie sembrano di tutt’altro tenore. La casa editrice pare aver messo una pietra tombale definitiva sul volume. Almeno in questa versione. Il 21 ottobre - come ilGiornale.it può mostrare - in alcuni punti vendita arriva un alert dal titolo “blocco vendita novità ministro Speranza”. “Vi chiediamo - si legge - di bloccare temporaneamente la vendita del libro ‘Perché guariremo’ del ministro Roberto Speranza. Vi daremo appena possibile sulla nuova data di messa in vendita”. All’inizio, a quanto pare, si pensa a qualche settimana di rinvio: giusto per far passare la tempesta dei nuovi contagi. I nuovi infetti però tra novembre e dicembre continuano a salire. Così i piani editoriali cambiano di nuovo. Il 2 novembre un nuovo messaggio: “Si comunica che il libro (…) edito da Feltrinelli è stato ritirato definitivamente dalla vendita e verrà messo fuori catalogo. Potete rendere le copie che avete in giacenza già con la prima resa utile”. Perché questa marcia indietro?

Il fatto è che la narrazione del ministro è distante anni luce dalla realtà dei fatti vissuta nel periodo autunno-inverno. Per quanto scriva che “la pandemia non è domata” e che “non dobbiamo abbassare la guardia”, dalle parole di Speranza si evince il desiderio di mettersi alle spalle le tragiche settimane di marzo, i 30mila morti, le terapie intensive che traboccano. L’idea è quella di guardare al futuro, ad una riforma del Sistema Sanitario Nazionale sul lungo periodo. Giusto. Ma forse prima di immaginare il dopodomani, il ministro avrebbe dovuto assicurarsi di mettere intanto il sicurezza il domani. Speranza scrive invece come se il peggio fosse passato. Un esempio su tutti: “Oggi siamo in grado di tenere meglio sotto controllo l’andamento dei contagi - si legge a pagina 136 - perché abbiamo intensificato il numero di tamponi eseguiti e ci stiamo progressivamente liberando dalla dipendenza di macchine che possono funzionare con un solo tipo di reagente”. Vi sembra sia andata così? Tra ottobre e novembre, al contrario, sarà proprio l’Iss a certificare il tilt del sistema di tracciamento italiano.

Si darà la colpa alle discoteche, ai locali, alle vacanze degli italiani. Ma lo stesso Speranza sapeva che di fronte ad una “nuova eventuale pandemia” nessuno “potrà dire ‘non lo sapevo’". La seconda ondata era stata prevista da molti. Quello che non ci saremmo aspettati sono gli effetti del ritorno del Covid: ancora morti, ancora terapie intensive a rischio, ancora scuole chiuse. Alla fine il bis di contagi ha colto tutti di sorpresa , pure dalle parti di Palazzo Chigi. Il libro del ministro è la prova che, per quanto ancora in alto mare, nel governo vi fosse l’idea che la tempesta (economica e sanitaria) fosse ormai alle spalle. Che si potesse iniziare a progettare il futuro gestendo in tranquillità il presente. Invece ci siamo ritrovati punto e d’accapo: con un libro in più e 30mila anime in meno.

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2) continua: domani vi faremo leggere i primi capitoli

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