Leggi il settimanale

Hannoun predica pure dalla cella: "Avanti nella lotta"

Il figlio legge una lettera del padre in cui accusa Meloni

Hannoun predica pure dalla cella: "Avanti nella lotta"
00:00 00:00

I proPal non si vogliono arrendere all'inchiesta della Procura di Genova sulla cupola di Hamas in Italia che ha portato all'arresto di 7 uomini (a tre di loro sono poi state revocate le misure cautelari) e che vede indagate oltre venti persone che avrebbero favorito un meccanismo criminoso volto all'invio di denaro all'organizzazione terroristica. Per questo oggi faranno una conferenza stampa a Piazza Capranica e che ieri Mahmoud Hannoun, figlio di Mohamad (foto), considerato l'uomo di riferimento di Hamas in Italia, ha letto una lettera che il padre ha scritto dal carcere di Terni, dove si trova nel reparto di massima sicurezza. Lettera che si conclude con "Palestina libera dal fiume fino al mare", un coro che incita alla distruzione di Israele. "Carissime e carissimi, compagni e compagni, mi mancate tutti e tutte e vi scrivo per confermare tutte le nostre parole e intenti. Abbiamo dichiarato pubblicamente che sosteniamo la legittima resistenza del popolo palestinese fin alla fine del colonialismo nazisionista. Chiediamo un cessate il fuoco, ma quello vero, non quello dei corrotti del Board of Peace", è l'inizio della missiva. Poi gli insulti: "Sosteniamo attraverso una raccolta fondi pubblici e volontari, progetti umanitari trasparenti, non come quelli complici e guerrafondai dei vari governi, compreso quello Meloni, che da oltre 2 anni e in maniera svergognata continua nel supporto militare, economico, politico attraverso vari accordi con l'entità sionista criminale. Ben sapendo che quegli armamenti sarebbero stati usati per massacrare il popolo palestinese". Poi l'appello che fa alle sigle extraparlamentari e ai sindacati: "Invito tutti e tutte a continuare le mobilitazioni in tutti i modi possibili. Il nostro arresto non ha a che fare con i falsi finanziamenti ad Hamas. I nostri accusatori sanno benissimo che i nostri movimenti sono chiari e trasparenti, l'obiettivo è quello di colpire il nostro movimento pro Pal, di censurare e criminalizzare ogni mobilitazione a sostegno della causa palestinese.

Per questi motivi dobbiamo riprendere in mano la situazione chiamando all'unità tutte le associazioni, i sindacati di base e i movimenti studenteschi e tutti i cittadini liberi per non permettere le manovre di isolamento della lotta e il suo indebolimento". Accuse gravissime, che passano di padre in figlio.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica