Parla con un filo di voce. È amareggiato. Non se l'aspettava. Strano sentirlo così: è Massimo Boldi, lo conosciamo tutti da più di mezzo secolo, è da mezzo secolo che ci fa ridere, ci tiene allegri. Boldi per me è il simbolo dell'ironia, della leggerezza, della spensieratezza.
Gli ho telefonato ieri mattina per conoscere le sue reazioni allo scandalo. Già, su diversi giornali e sui social quella sua frase pronunciata in un'intervista al Fatto Quotidiano è stata definita uno scandalo, e questo scandalo gli è costato la censura del comitato Milano-Cortina, che gli ha cancellato l'invito ad essere uno dei tedofori.
"Dopo tutto quello che ho detto e fatto per far divertire intere generazioni - mi ha sussurrato al telefono - mi è successo di lasciarmi andare a una confidenza da bar ad un giornalista e mi vedo sbattuto come un mostro in prima pagina!". La confidenza sapete tutti qual è. Il giornalista gli ha chiesto perché avessero scelto lui, che con lo sport, a occhio e croce, non ha mai avuto niente a che fare. E lui ha risposto con l'ironia di sempre, confermando la sua estraneità allo sport. Ha detto di essere "campione solo nelle discipline dell'aperitivo e della fica".
Apriti cielo. In Italia la parola fica è proibita. Se la pronunci o se solo ne accenni, specie se ne accenni alludendo alla possibilità di avere una predilezione per il sesso con le donne, sei rovinato. È prova certa del tuo essere antifemminista e probabilmente patriarca o comunque persona favorevole al patriarcato. E probabilmente di essere nemico dei gay, perché se citi solo la fica vuol dire che aborri il rapporto omosessuale. Sessista omofobo e tutto il resto.
Chiedo a Boldi se lui è antifemminista. Lo esclude e sorride amaramente. Boldi pensa che amare le donne non sia necessariamente segno di antifemminismo. Non riesco a dargli torto. Gli chiedo se questa vicenda gli abbia fatto male. La sua voce diventa ancora di più flebile, appena un soffio. "Sì", mi dice, "mi ha fatto molto male".
Un portavoce del Cio, interpellato ieri dalle agenzie, senza nominarlo ha voluto ribadire lo spirito della staffetta e l'andamento della manifestazione "sulle polemiche degli ultimi giorni: "La staffetta della torcia per Milano Cortina 2026 è in linea con le edizioni passate - ha detto - Mira a creare entusiasmo nel paese ospitante e in tutto il mondo".
Boldi l'altra sera ha anche provato a correre ai ripari. Ha rilasciato una dichiarazione nella quale si scusa per la battuta e spiega che era solo un modo per scherzare. Pensava di essere stato autoironico, sorridendo sulle sue scarse doti atletiche. Ma il Comitato Cortina-Milano non ha voluto neanche prendere in considerazione l'idea di restituirgli il diritto a portare la torcia. Boldi ci teneva molto. Me lo ha ripetuto più volte. Non è più un ragazzo, ha ottant'anni, è un attore comico le cui doti artistiche sono state sempre riconosciute da tutti. Per ben cinque volte è stato protagonista di film di grandissimo successo che hanno esaltato le bellezze di Cortina d'Ampezzo, la perla delle Dolomiti. E in quei film non è che discettasse su Seneca o su Max Weber. Si accompagnava con ragazze bellissime e provocanti e si esibiva con battute il cui spirito - diretto e pungente - era assolutamente contrapposto allo humor inglese. È improbabile che chi lo ha scelto per fare il tedoforo, cioè per portare per qualche centinaia di metri, a passo veloce o di corsa, la fiamma olimpica, credesse di avere scritturato il regista del "Posto delle fragole" o della "Corazzata Potemkin". E allora da dove salta fuori tutto questo moralismo?
Probabilmente dal solito riflesso condizionato: la paura di violare il "politically correct". E in effetti i social, come accade sempre, non aspettavano altro. "Ha detto fica, ha detto fica! Crucifige". Leggete qui qualcuno delle migliaia di post indignati.
"Chi ha pensato di far fare il tedoforo a Boldi è un coglione". Firmato Alessandro. (Evito di trascrivere i cognomi). Il quale Alessandro, lo avrete notato, detesta la parola fica ma apprezza la parola coglione. "Un cafone del genere? Ci vuole tutta...". Firmato Deborah. Anche lei traballa sulle parole. "Cafone" è un contadino del Sud. Sarà razzista Deborah? "Davvero esiste o è mai esistito qualcuno che rida o abbia riso alle "battute" di Massimo Boldi?" firmato JD78. Beh, sì: hanno riso milioni e milioni di spettatori.
E poi arrivano le femministe pure. Leggete questo piccolo trattato di tal Ciancianella: "Eh già, caro cipollino. Se continui a pensare alle donne come pezzi di carne, no, non è una battuta.
È una visione patriarcale maschilista della donna". Chiaro? Serve altro? Beh, trascrivo ancora questo post che mi ha colpito perché è un distillato di odio e di invidia: "Finge virilità, anche se non gli si drizza, per stornare i sospetti!" firmato Diva delle sirene.