I Corazzieri, "angeli custodi" del Presidente

Posto sotto l'alta autorità della presidenza della Repubblica, il Corpo dei Corazzieri rappresenta l'unica Forza di polizia all'interno del Quirinale: svolge tutte le funzioni inerenti la polizia giudiziaria, la polizia militare e di pubblica sicurezza

I Corazzieri, "angeli custodi" del Presidente

Chiunque sarà il prossimo Presidente della Repubblica una cosa è certa: al palazzo del Quirinale troverà il Reggimento Corazzieri dell’Arma dei carabinieri che si occuperà di accoglierlo e accompagnarlo nelle sue attività. Il nome “Corazzieri” ha avuto origine nel 1842, in occasione del matrimonio a Torino tra il Duca di Savoia Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide di Lorena e il loro definitivo trasferimento al Quirinale è avvenuto nel 1870. Qual è dunque il ruolo di questi militari nella casa del Capo dello Stato? Di certo si tratta di figure che affascinano da sempre e che destano curiosità sia per la loro imponenza fisica (minimo 1,95 cm di altezza), sia per l’uniforme e il loro equipaggiamento. Conosciamo meglio i membri di questo Corpo.

Chi sono e come vengono reclutati

Il Reggimento Corazzieri è un’unità speciale dell’Arma dei Carabinieri posta sotto l'alta autorità della presidenza della Repubblica. Si tratta dell’unica Forza di polizia presente all’interno del Quirinale e pertanto svolge tutte le funzioni inerenti la polizia giudiziaria, la polizia militare e di pubblica sicurezza. I compiti di questo Corpo vanno dalla sicurezza ravvicinata al Presidente della Repubblica, alla guardia d'onore, dalle attività di sicurezza delle residenze presidenziali fino alla guardia e alla scorta d'onore riservata anche ai Capi di Stato in visita di Stato e ufficiale. A tutto ciò si uniscono i servizi di rappresentanza come gli schieramenti a cavallo, i servizi a piedi, le scorte in motocicletta e a cavallo. È proprio nell’ufficio del Comandante del Reggimento Corazzieri che si trova conservato lo Stendardo Presidenziale.

Ma come si diventa Corazzieri? Rigidi e ferrei i requisiti per poter far parte di questo Reggimento. Il reclutamento viene eseguito infatti fra i militari dell’Arma che abbiano svolto almeno un anno di servizio in una stazione carabinieri e che siano in possesso di specifici requisiti morali e disciplinari. Dulcis in fundo, fondamentali sono le loro caratteristiche fisiche. Gli aspiranti devono infatti essere alti almeno 1,90 cm. Però da 5 anni a questa parte, si preferisce un’altezza che parte da 1,95 cm. Nel reggimento sono presenti diversi uomini che superano addirittura i due metri di altezza. Attualmente il Corazziere più alto che accoglierà il nuovo presidente, ma anche il più alto della storia, è l’Appuntato Scelto Gianpiero Bassetto con i suoi 2,07 cm. L’altezza non è tutto. Occorre infatti che il fisico sia armonioso e atletico. Dopo un tirocinio di 6 mesi, conclusosi con esito positivo, si diventa Corazzieri.

Resistenza fisica, uniforme ed equipaggiamento

I requisiti fisici richiesti hanno uno scopo ben preciso, ovvero quello di consentire al Corazziere di svolgere le sue funzioni nel miglior modo possibile. Non ci sono infatti solo i servizi a piedi, a cavallo, in motocicletta, ma sono compresi anche quelli che prevedono l’uniforme di Gran Gala da indossare per diverse ore, in presenza di qualsiasi condizione atmosferica. Si pensi ad esempio alle cerimonie in cui questi uomini stanno fermi in piedi per almeno 2 ore e mezza, con addosso corazza ed elmo. Ogni singola corazza pesa circa 8 chili e ogni elmo almeno due chili. Sono circa 150 le corazze in dotazione al Reggimento e circa 200 gli elmi. Tutti vengono sottoposti a manutenzione ciclica. La sciabola del Corazziere è “unica” tra quelle delle Forze Armate.

Le motociclette e i cavalli

Anche le motociclette sono uniche ed esclusive per i Corazzieri, dal momento che vengono realizzate appositamente per loro. Questi militari usano le Moto Guzzi California 1400 Touring con un motore che, con i suoi quattro tempi di 1380 centimetri cubici, arriva ad una potenza di 96 CV a 6500 giri/minuto. Le moto vengono usate per gli spostamenti del Presidente della Repubblica o dei Capi di Stato in visita in Italia, per scortare gli ambasciatori stranieri in occasione delle presentazioni delle Lettere Credenziali e per le parate militari.

Impiegati anche i cavalli. Presenti in ogni cerimonia presidenziale, questi animali "presidenziali" sono di bell’aspetto ma anche ben addestrati. La scelta ricade la maggior parte delle volte fra quelli di razza irlandese. È proprio questa razza infatti che permette di coniugare tre elementi fondamentali: eleganza, imponenza e docilità. Caratteristiche necessarie per le attività di scorta che si svolgono nel bel mezzo del caos del traffico cittadino dove l’animale deve mantenere la calma. Anche per i cavalli sono previsti dei requisiti fisici: devono avere un’altezza di almeno 1,70 cm misurata al garrese, un’età compresa fra i 3 e i 5 anni ed il colore del mantello tra il baio chiaro ed il baio scuro.

L’origine dei Corazzieri

La nascita dei Corazzieri ha radici lontane nel tempo, anche se il loro nome è stato diverso negli anni. Già nel 1383 i Savoia, in qualità di Capi di Stato, avevano una guardia del corpo. Nel 1814 questo ruolo è stato assunto dai Carabinieri Reali, nati in quello stesso anno. Nel 1848 gli squadroni dei Carabinieri Reali si sono distinti dopo aver guidato la carica di Pastrengo salvando la vita del re, minacciato dai soldati austro-ungarici. Il nome Corazzieri è stato introdotto per la prima volta nel 1842, in occasione del matrimonio, a Torino, tra il Duca di Savoia Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide di Lorena. Però in quell’evento non si è provveduto a stabilizzare il reparto.

Cosa accaduta invece in occasione del matrimonio tra il principe ereditario Umberto e Margherita di Savoia il 7 febbraio del 1868, a Firenze. Lì, 80 carabinieri a cavallo hanno scortato gli sposi indossando l’uniforme con corazza. Dopo quell’evento, il reparto non è stato più sciolto. Con il referendum che ha istituito la Repubblica il 13 giugno del 1946, Umberto II ha sancito il giuramento di fedeltà dei Corazzieri solo allo Stato italiano eliminando quello alla Monarchia, ormai decaduta.

Nel 1992 è stato introdotto definitivamente l’attuale Reggimento Corazzieri dell’Arma dei carabinieri.

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