"I governi precedenti hanno coperto Autostrade e la famiglia Benetton"

Di Maio attacca frontalmente Autostrade per l'Italia: "Noi siamo i primi a non prendere i soldi dai Benetton"

"I governi precedenti hanno coperto Autostrade e la famiglia Benetton"

"Il problema del crollo del ponte dipende dal fatto che quando paghiamo un pedaggio immaginiamo che quei soldi siano reinvestiti in manutenzione ma invece si dividono gli utili e i ponti qui crollano". Al termine del sopralluogo con il ministro Infrastrutture Danilo Toninelli nell'area del torrente Polcevera, dove è finita la campata centrale del ponte Morandi a Genova, il vice premier Luigi Di Maio usa toni durissimi. E lo fa puntando il dito contro Autostrade per l'Italia e per la famiglia Benettone che, attraverso Atlantia, controlla la società autostradale.

"Per la prima volta - ci tiene a mettere in chiaro Di Maio ai microfoni di RaiNews - c'è un governo che non ha preso soldi da Benetton, e siamo qui a dirvi che revochiamo i contratti e ci saranno multe per 150 milioni di euro". Contro Autostrade per l'Italia il governo ha subito fatto sapere che userà il pugno duro: richiesta di dimissioni dei massimi vertici della società, rescissione di tutte le concessioni e, soprattutto, una maxi multa da 150 milioni di euro. Su queste misure sono d'accordo sia il Movimento 5 Stelle sia la Lega. "Autostrade ha la sede finanziaria in Lussemburgo - fa notare il vice premier grillino - quindi manco pagano le tasse. Se il ponte era pericolante dovevano dire che andava chiuso". Il crollo di Ponte Morandi e lo scandalo sulla mancata manurtenzione ha spinto l'executivo guidato dal premier Giuseppe Conte ad avviare un monitoraggio a livello nazionale per verificare le condizioni di tutte le infrastrutture. "Ora - annuncia Di Maio - vedremo tutte le inadempienze compiute. Deve essere chiaro: Autostrade è stata politicamente coperta dai precedenti governi e noi non vogliamo fare da palo a chi doveva fare manutenzione e non l'ha fatto".

A tutti i livelli del governo i toni usati l'indomani del drammatico crollo dall'autostrada A10 sono stati durissimo. Anche il ministro Toninelli conferma che le sanzioni si aggireranno intorno ai 150 milioni di euro. Di Maio, invece, promette che l'esecutivo si metterà subito al lavoro affinché la città di Genova non subisca un grande danno economico a causa della mancanza di questo importante asse di collegamento. "Altrimenti muore", chiosa il vice premier pentastellato. "Ora stiamo valutando le criticità in corso, bisognerà liberare al più presto l'area, non si può rischiare che nel torrente ci siano macerie e poi s'innescano allagamenti".

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