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I grillini tuonano contro il blocco navale. Ma lo firmarono al governo con la Lega

I due decreti Sicurezza del 2018 e del 2019 davano al Viminale la facoltà di impedire l'arrivo di navi con migranti

I grillini tuonano contro il blocco navale. Ma lo firmarono al governo con la Lega
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"Il blocco navale nel nuovo pacchetto erroneamente chiamato sicurezza è una farsa che decreta la fine del centrodestra, calpesta i diritti e l'ordinamento e accantona le vere esigenze di sicurezza dei cittadini". Nella sua tronfia sparata il deputato M5s Alfonso Colucci dimentica quanto successe ormai sette anni fa, quando il governo gialloverde Cinque Stelle-Lega approvò due pacchetti Sicurezza a distanza di pochi mesi. La foto di Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio con in mano le slide blu scuro con le misure che vietavano lo sbarco dei migranti deve essere uscita di mente al capogruppo grillino in commissione Affari costituzionali.

Intorno alla metà del primo governo Conte, Lega e Cinque stelle nel giro di nove mesi misero a punto due provvedimenti molto stringenti in materia di lotta all'immigrazione clandestina, che in effetti qualche mal di pancia all'anima più sinistra dei Cinque stelle lo fecero venire. Il primo venne deciso il 24 settembre 2018, dopo 115 giorni dall'insediamento dell'esecutivo. Il secondo arrivò il 14 giugno 2019: Salvini, allora al Viminale, voleva "pieni poteri" in materia di sbarchi e trasbordi di cittadini stranieri irregolari con multe salatissime per le Ong "per bloccare chi aiuta i trafficanti di esseri umani, gli arrivi, le partenze, gli sbarchi e le frodi", diceva allora il leghista. Il M5s aveva chiesto più forze dell'ordine a presidio dei confini italiani più sollecitati dall'arrivo di migranti nel periodo estivo e la revisione delle norme sulla protezione internazionale. Oggi gli sbarchi non sono più un'emergenza anche grazie agli accordi bilaterali con i Paesi del Mediterraneo, allora invece erano un'emergenza ingestibile.

Su alcune misure la Consulta e il Colle fecero la necessaria moral suasion, all'insegna del motto "salvare i migranti rimane un dovere", eppure era proprio la lotta all'immigrazione clandestina uno dei collanti della coalizione dichiaratamente "sovranista", se non il principale. Tra le misure c'era il potenziamento dei Cpr, il giro di vite sui permessi di soggiorno e l'abrogazione di quelli concessi per motivi umanitari (sostituiti dai permessi speciali tipo sfruttamento, salute e fuga da calamità) ma anche la sospensione della domanda d'asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado, nonché la potenziale revoca della protezione internazionale (e della cittadinanza) per alcuni tipi di reati come il terrorismo.

Soprattutto, Lega e M5s consentivano al Viminale di "limitare o vietare l'ingresso il transito o la

sosta di navi nel mare territoriale" per motivi di sicurezza, come poi successe per la nave Diciotti e per la Open Arms. Quando Salvini andò alla sbarra e i grillini dissero "io non c'ero, e se c'ero dormivo". Come Colucci.

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